L’antico porto di Pizzo e l’Ordine domenicano nel Caffè letterario di “Theotokos”

Proseguono gli appuntamenti culturali nella cittadina tirrenica. Studiosi a confronto su un argomento che ha suscitato particolare interesse

Proseguono gli appuntamenti culturali nella cittadina tirrenica. Studiosi a confronto su un argomento che ha suscitato particolare interesse

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Un momento dell'appuntamento culturale

Ha destato notevole interesse il primo Caffè letterario all’aperto, promosso dal centro studi “Theotokos Religiosità Popolare” presso il bar gelateria Chez-Toi di Pizzo, antistante piazza della Repubblica. Tema dell’incontro, la storia dell’antico porto di Pizzo, strettamente connessa al processo di espansione nel Sud Italia dell’Ordine domenicano. Nel suo intervento di introduzione, la moderatrice Anna Rotundo si è soffermata sulla figura di Santa Caterina d’Alessandria, protettrice dell’Ordine domenicano «che ancora oggi è venerata a Pizzo e che ha rivestito un ruolo importante nell’ambito del processo di valorizzazione del ruolo delle donne nella chiesa e nella società». Subito dopo è intervenuto il dirigente scolastico del liceo “Nuovi Orizzonti” di Vibo Valentia Maria Silvestro Manfrida, che a sua volta ha trattato l’aspetto etno-storico relativo all’evoluzione delle aree portuali, a partire da quelle della Magna Grecia. Il Caffè letterario è proseguito focalizzando, quindi, l’attenzione sul volume “L’Antico porto di Pizzo”, scritto da Domenico Pacifico. L’autore, illustrando la sua fatica letteraria, ha coinvolto i presenti in un percorso affascinante, che partendo da episodi relativi all’evoluzione del porto, ha interessato la storia della pesca, la tonnara, la conservazione del tonno, la divisione dei proventi da parte dei pescatori e alcuni frangenti di quotidianità, relativi a partenze a volte rinviate per le condizioni del mare. Tra gli interventi, quello di Francesco Crapanzano dell’Università di Messina, il quale con sagace ironia ha posto l’accento sul filo conduttore che ha spinto Ordini religiosi come i francescani, i gesuiti, gli agostiniani e i domenicani a stabilirsi nei secoli a Pizzo, «posto strategico dove era possibile, in virtù del porto, viaggiare imbarcandosi per la Sicilia e per Napoli». 

Le conclusioni sono state tratte, infine, dal docente di Antropologia culturale, nonché direttore di “Theotokos Religiosità Popolare”, Martino Michele Battaglia, che con l’ausilio di alcuni documenti storici ha ripercorso la vita del locale convento domenicano, sorto inizialmente come ospizio. Il Caffe letterario proseguirà con altri due appuntamenti, previsti a fine luglio.