Lavori al convento di Soriano, Bartone replica a Italia Nostra

Botta e risposta tra l’associazione che aveva definito “irrituali” gli interventi sulla facciata del complesso monumentale che ospita il Municipio e il sindaco che difende il suo operato.
Botta e risposta tra l’associazione che aveva definito “irrituali” gli interventi sulla facciata del complesso monumentale che ospita il Municipio e il sindaco che difende il suo operato.
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La facciata originale del Municipio di Soriano in una foto d'epoca
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«Solitamente rigetto inutili, strane e patetiche polemiche soprattutto quelle pretestuose». È questa la risposta del sindaco di Soriano Calabro, Francesco Bartone, alle osservazioni di Italia nostra, circa alcuni lavori eseguiti o da eseguire nella sede del Municipio già convento dei Domenicani.

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Bartone, menzionando il suo impegno per la promozione e la valorizzazione del patrimonio artistico monumentale di Soriano, come “Italia Nostra”, «che tra l’altro nel 2011 mi ha insignito del suo premio annuale» lodandone «l’operazione di pulitura e l’allestimento del MuMar», abbia «allertato la Soprintendenza e l’opinione pubblica su dei lavori, definiti “irrituali”».

«Da architetto e specialista – argomenta il sindaco – conosco la necessità della “tutela”, ma credo che chiunque assurge a difensore di una causa deve ben informarsi e conoscere lo stato dell’arte prima di scagliare fulmini e saette all’impazzata seminando, come un untore, confusione».

Ecco che Bartone, entrando nel merito, spiega che «i lavori ritenuti “irrituali”, riguardano la spicconatura di un incongruo e arido intonaco risalente agli anni novanta del ‘900 già autorizzato dalla competente Soprintendenza, non più di una manciata di anni fa, intonaco questo senza storia e senza nobiltà.

Si capisce bene quindi – prosegue – che questa bolla di polemiche si sgonfierà da sola, delegittimando inoltre anche la voce di Italia nostra, che invece di parlare con autorevolezza si trova a prendere delle posizioni pubbliche senza cognizione di causa».

Appare strano, per il primo cittadino, che «durante “l’attento sopralluogo”, i signori di Italia Nostra non hanno notato i segni più che moderni come alcuni mattoni forati e intonaci in cemento. Strano ancora che i rappresentanti di Italia Nostra non hanno invece notato l’intorno al complesso monumentale, svilito da anonime costruzioni anche non finite, altre finanche a ridosso delle antiche mura che ne hanno compromesso per sempre l’identità storica ed il paesaggio».

Quindi, l’esortazione finale di Franco Bartone: «finiamola per favore, cerchiamo tutti di fare quadrato su alcune problematiche e non buttare fango su chi cerca con dedizione di spendersi in loro favore. L’opinione pubblica capirà quindi senza ulteriori dimostrazioni che non è usuale utilizzare il nome di un’autorevole associazione, solitamente chiamata a tutelare e valorizzare le tante opere d’arte del nostro territorio, per polemiche strumentali e di parte».