Il terrorismo “rosso” e le stragi “nere” nell’ultimo saggio di Gianni Oliva

Il libro verrà presentato al Sistema bibliotecario vibonese dall’autore insieme a Michele Furci, Francesco Fiumara e alla vicepresidente del Senato Anna Rossomando

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Il prossimo appuntamento con la letteratura al Sistema bibliotecario è un tuffo nella storia recente d’Italia. Mercoledì 24 alle 20.30 a Palazzo Santa Chiara si terrà infatti la presentazione del libro dello storico e giornalista Gianni Oliva “Anni di piombo e di tritolo. 1969-1980. Il terrorismo nero e il terrorismo rosso da piazza Fontana alla strage di Bologna”, edito da Mondadori. L’evento è stato organizzato dall’associazione “Donne per le donne” in collaborazione col Sbv ed il circolo culturale Saturnio. Oliva converserà del suo nuovo saggio con Francesco Fiumara (presidente Saturnio), Michele Furci (storico) e Anna Rossomando (vicepresidente Senato); introdurrà Gilberto Floriani (direttore Sbv); condurrà Maria Pia Masè (presidente “Donne per le donne”). 

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Dal 12 dicembre 1969, quando esplode la filiale della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, fino all’assassinio di Roberto Ruffilli da parte delle Brigate Rosse il 16 aprile 1988, in Italia sono state ammazzate quasi quattrocento persone, e oltre mille ferite e rese invalide. Sono gli anni di «piombo e di tritolo», la stagione degli attentati a mano armata del terrorismo «rosso» e delle stragi «nere». Quale intreccio si stabilisce tra questi due fenomeni di segno ideologico opposto? Come si inseriscono le violenze nella storia dell’Italia sospesa tra modernizzazione e democrazia bloccata? In un racconto articolato e drammatico, Gianni Oliva ripercorre i fatti di quegli anni. E ricostruisce l’Italia dei due decenni precedenti, un paese a due velocità, stretto tra le aperture della Costituzione e le rigidità del Codice Rocco: da un lato conservatrice e retrograda (nel 1954 condanna al carcere la «Dama Bianca» di Fausto Coppi per adulterio), dall’altro paese del miracolo economico, che si sposta con la Vespa o la Seicento, compra il frigorifero e il televisore e rimescola le sue culture con milioni di lavoratori trasferiti dal Meridione al Nord