giovedì,Ottobre 6 2022

Attesa per l’arrivo nel Vibonese della statua reliquiario del San Cono dormiente

La storica effige proveniente da Teggiano, Campania raggiungerà San Cono, frazione di Cessaniti. Ecco il programma religioso

Attesa per l’arrivo nel Vibonese della statua reliquiario del San Cono dormiente
Il San Cono dormiente

Ricorre quest’anno il 40esimo anniversario dall’arrivo a San Cono di Cessaniti della statua reliquiario del San Cono dormiente. L’effigie proveniente da Teggiano, cittadina sita in Campania, raggiungerà il piccolo centro del Vibonese il 15 luglio. Un appuntamento attesissimo dalla comunità, spiritualmente guidata dal parroco don Giuseppe Pileci, che vede rinnovare la fede nei riguardi del Santo protettore. [Continua in basso]

Il San Cono dormiente nel Cessanitese

L’iniziativa vedrà la partecipazione anche di una delegazione di Teggiano, delle confraternite del circondario così come dei parroci e delle parrocchie limitrofe. La devozione nei riguardi di San Cono è assai radicata nel Cessanitese e non solo. Il santo, che secondo fonti storiche visse intorno al XII secolo, morì giovanissimo in odore di santità. Nonostante il culto venne riconosciuto ufficialmente solo nel 1871, la frazione di Cessaniti venerava il santo già nell’Ottocento. Basti pensare che la statua lignea (con volto in cartapesta) costudita nella chiesa locale venne realizzata nell’anno 1857 da Giovanni Morani di Polistena. L’appuntamento religioso rappresenta un momento di festa per San Cono e un ponte di unione con la vicina San Marco e gli altri centri, tradizionalmente legati alla figura del santo. Un dialogo di fede sull’esempio di San Cono.

Il programma del 15 luglio

Alle 20.15 raduno presso la chiesa parrocchiale di Maria Santissima Assunta in San Marco. Alle 20.30 fiaccolata con San Cono dormiente verso la chiesa di San Cono, Le reliquie sosteranno in parrocchia per la visita e la preghiera fino a domenica 17 luglio. In quella data raggiungerà la frazione anche il vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, monsignor Antonio De Luca.

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