Premio letterario Carlo Castelli, riconoscimento a due detenuti

Il racconto “Il banchetto del re” ritenuto meritevole di segnalazione dalla giuria del premio nazionale. Foti e Chizzoniti oggi a Bollate per la premiazione.

Il racconto “Il banchetto del re” ritenuto meritevole di segnalazione dalla giuria del premio nazionale. Foti e Chizzoniti oggi a Bollate per la premiazione.

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Due allievi della sede carceraria dell’Istituto tecnico commerciale Galileo Galilei di Vibo, Mariano Foti e Alessandro Chizzoniti, sono stati insigniti di un importante riconoscimento nazionale nell’ambito del “Premio Carlo Castelli per la solidarietà” per una loro opera letteraria intitolata “Tutti al banchetto del re”. Racconto che è stato segnalato come meritevole da parte della giuria del premio promosso dalla Società San Vincenzo De Paoli – Federazione nazionale italiana con sede a Piombino, che ha stabilito, inoltre, la pubblicazione del racconto nel volume che ogni anno raccoglie le migliori opere realizzate da detenuti italiani.

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Gli stessi allievi della sede carceraria dell’Itc nell’istituto di pena vibonese, prenderanno parte, proprio oggi, alla cerimonia di premiazione nazionale che si terrà nella Seconda casa di reclusione di Milano – Bollate.

Soddisfazione per il riconoscimento è stata espressa dal dirigente scolastico del Galilei, Diego Cuzzucoli, il quale, esprimendo le sue congratulazioni a Foti e Chizzoniti, ha affermato come «tutto è nato sulla scia di iniziative culturali e percorsi didattici presso la sede carceraria, avviati dai nostri docenti che già avevano scoperto personalità con doti creative, elevate sensibilità umane, capacità narrative e comunicative».

Tra questi docenti, il dirigente scolastico della sede carceraria dell’Itc, Enrico Parisi, che ha ricordato come «quello che si chiude dietro i cancelli di un carcere è un mondo invisibile fatto di ferite profonde, di solitudine, di tragedie spesso terribili, di autolesionismo e violenza che spesso fanno dimenticare che i detenuti sono anche uomini e donne capaci di leggersi dentro e desiderosi di cercare una comunicazione».