Stefanaconi celebra “sua maestà” il pane, tra gusto e tradizione – Video

Successo per la sagra organizzata dalla Pro loco che richiama visitatori da ogni parte. Ed ancora tanti progetti pensati per i residenti e gli emigrati e per valorizzare le tipicità del luogo

Successo per la sagra organizzata dalla Pro loco che richiama visitatori da ogni parte. Ed ancora tanti progetti pensati per i residenti e gli emigrati e per valorizzare le tipicità del luogo

Un momento della serata a Stefanaconi
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Benvenuti a Stefanaconi, il paese – la “capitale” – del pane. E benvenuti ad una sagra che taglia il traguardo delle ventisette edizioni e che registra avventori da tutta la Calabria. Occasione per rivitalizzare un centro che, attraverso la sua identità e le sue tradizioni, intende contrastare lo spopolamento e riscattarsi da un passato difficile. E il più sacro degli alimenti, proposto in molteplici versioni, qui allieta, riunisce e diverte. Vassoi ricchi. I prodotti locali cucinati secondo le ricette locali. Il tutto perfettamente organizzato dalla Pro loco, che cura ogni aspetto: ordine, igiene, decoro urbano. C’è la buona cucina, la musica e l’intrattenimento. Un evento, la sagra del pane, che diventa oggi un tassello di un progetto di rilancio più articolato.

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Per il presidente della Provincia e sindaco di Stefanaconi, Salvatore Solano, l’obiettivo è ancora più ampio: «A fine settembre realizzeremo il progetto di Mediterraneo nel borgo, per recuperare questo nostro paese e ridare alla nostra tradizione un valore unico». Stasera però si festeggia il pane. Stasera c’è la sagra. Ed è, per molti, un appuntamento che si rinnova, imperdibile, anno dopo anno. Soprattutto per gli organizzatori della Pro loco, che danno anima e corpo, come spiega il presidente Francesco Chiarella: «La sagra è un appuntamento fisso per tanti, soprattutto per gli emigranti per i quali questo evento diventa la punta di diamante di un’altra manifestazione organizzata per loro: la settimana dell’emigrante».

C’è chi viene addirittura da Oltreoceano. Dominic Lo Riggio vive da sessant’anni in America. Aver mantenuto i rapporti con i parenti della terra natia gli ha consentito di conservare un italiano perfetto. In questo viaggio ha incontrato tutti i suoi parenti e non solo. «Ho incontrato 63 cugini in una settimana, vecchi amici che si ricordano di me e di quando eravamo giovani». Lo accompagna Pippo Prestia, poeta vernacolare, che conosce bene il valore di questi eventi per preservare identità e tradizioni dei luoghi: «Ho sempre considerato il dialetto la carta identità delle regioni, e queste feste paesane che ancora si celebrano fanno capire che è ancora forte il legame del popolo col proprio paese». Insomma, festa riuscita al paese del pane. Festa riuscita per un paese che ha sofferto abbastanza e che adesso vuole risorgere.