Istituita a Mileto la Fondazione intitolata a padre De Lorenzo

Il giovane missionario scalabriniano è deceduto prematuramente dodici anni fa. Messa nella cattedrale e inaugurazione di una mostra di pittura

Il giovane missionario scalabriniano è deceduto prematuramente dodici anni fa. Messa nella cattedrale e inaugurazione di una mostra di pittura

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Nasce a Mileto la Fondazione intitolata a padre Raffaele De Lorenzo, segno che il seme gettato in vita dal 36enne missionario scalabriniano, morto prematuramente dodici anni fa, continua a produrre frutti copiosi ancora oggi. La nascita della realtà benefica è stata sancita con una messa celebrata nella basilica cattedrale della cittadina normanna e con una collettiva di pittura inaugurata subito dopo nel palazzo di fronte la villa comunale in cui risiedevano i De Lorenzo. Ad effettuare in modo congiunto il classico taglio del nastro, la mamma di padre Raffaele, Maria Lustrì, e il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo. Molti i momenti di commozione. Tra i presenti alla cerimonia inaugurale, il sindaco di Mileto Natino Giordano, di San Costantino Calabro Nicola Derito e di Filandari Rita Fuduli, oltre alle tre sorelle del giovane missionario scalabriniano: Venere, Antonella e Ada, con le rispettive famiglie. La mostra, curata dall’architetto Giuseppe Stellitano, è stata introdotta dal giornalista Vincenzo Varone e rimarrà aperta al pubblico fino al primo settembre. Ad esporre, gli artisti Sofia Alessi, Amalia Alia, Lilla Calello, Alfredo Campagna, Franco Fontana, Antonio ed Ercole Fortebraccio, Antonella e Celeste Fortuna, Tonino Gaudioso, Beniamino Giannini, Massimiliano Giordano, Pino Manduca, Francesco Mangialardi, Francesco Naccari, Rosalia Ozimo, Domenica Scarmozzino, Michelangelo Serra, Daniela Sibbio, Adriano Simari, Lina Sorrenti, Giuseppe Stellitano, Saverio Tulino e Grazia Varone. 

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Padre Raffaele nell’arco dei suoi anni di apostolato e di missione si è contraddistinto per le sue opere di bene, per l’umiltà e la profonda testimonianza di fede cristiana elargita a piene mani, soprattutto nei confronti dei giovani e dei tanti migranti sparsi per il mondo. Il giovane missionario miletese ha lasciato una traccia indelebile del suo operato, non solo nell’ambito della congregazione d’appartenenza, ma anche tra tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontralo nell’arco della loro vita. Il motto che ha fatto da guida del suo percorso terreno è stato: “Oltre le nuvole c’è sempre il sole, l’amore non dice mai… basta!”. Una frase significativa, che da sola contribuisce a far capire lo spessore umano e l’elevato grado di santità del religioso scalabriniano miletese, non a caso conosciuto nel suo campo di missione con il tenero appellativo “Il Sorriso di Dio”, rimasto inalterato anche nei momenti di sofferenza e di malattia che lo hanno portato alla morte terrena. Mileto, così come comunicato dal sindaco Giordano nel corso della cerimonia, lo ricorderà a breve con l’intitolazione di una via cittadina.