La religione come strumento d’integrazione, a Vibo il seminario della Gam

L’associazione di promozione sociale organizza un incontro sul tema “La libertà religiosa degli stranieri”, a cura del professor Nicola Fiorita

L’associazione di promozione sociale organizza un incontro sul tema “La libertà religiosa degli stranieri”, a cura del professor Nicola Fiorita

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La locandina dell'evento
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L’associazione di promozione sociale Gam, presieduta da Francesca Nacci, inaugura il nuovo anno sociale con un seminario dal titolo: “La libertà religiosa degli stranieri” a cura di Nicola Fiorita, professore associato della cattedra di Diritto e religione in Europa e Diritto islamico dell’Università della Calabria. Il seminario, previsto il 18 settembre alle ore 17.30, si terrà nei locali dell’Istituto Maria Immacolata di Vibo Valentia. Ad introdurre e coordinare i lavori sarà Francesca Romano, giudice della Corte d’Appello di Catanzaro e membro della Gam. Obiettivo, verificare le possibili intersezioni tra due valori centrali in ogni comunità, quello della libertà religiosa e quello della libera manifestazione del pensiero, con l’occhio al bilanciamento tra diritti di pari rango tra le diverse etnie. Gli interventi si accentreranno dunque su una questione ampiamente nota e dibattuta in tutti gli ordinamenti giuridici moderni, che la complessità delle società occidentali – in cui agiscono culture e tradizioni sempre più diverse – accentua per rilevanza quantitativa e qualitativa.

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All’interno dell’Istituto, lo ricordiamo, è ubicato Mamaland, “Sportello per la maternità migrante” aperto tutti i venerdì dalle 16.30 alle 19.00, grazie al quale le operatrici della Gam erogano una serie di servizi alle mamme migranti: assistenza legale, psico-relazionale e sanitaria; laboratori multiculturali per mamme e bambini, laboratori di lingua per le mamme e di assistenza scolastica per i bambini. Segno della centralità che in tale associazione, riveste il tema della “libertà religiosa” e quello dell’immigrazione. «L’immigrazione – si spiega in vista dell’evento – costituisce il fattore di massima pluralizzazione della scena religiosa italiana. E nel caso degli immigrati, la professione religiosa può diventare elemento essenziale delle dinamiche e strategie di integrazione. Per i migranti la fede religiosa è spesso uno dei pochi sostegni psicologici nell’affrontare le difficili prove che comporta la vita in un paese nuovo e sconosciuto. Ed è proprio la Costituzione italiana a riconoscere in maniera cristallina (articolo 19) il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e praticarne il culto, eccetto riti contrari al buon costume».

Occorre quindi «una forma di accoglienza più rispettosa dell’identità culturale e religiosa dei migranti. Le tutele descritte devono essere garantite anche nelle strutture di accoglienza, fornendo una vera e propria “assistenza spirituale” in ossequio del disposto di cui all’art. 19 nonché dell’art. 3 della Costituzione italiana». Una consapevolezza ed una sensibilità che la Gam, anche attraverso simili iniziative di sensibilizzazione, non manca, ogni anno di riproporre e promuovere, «per uno sviluppo costante e condiviso».

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