Il viaggio nel mito e nella memoria di Cristiana Buccarelli al TF

Presentato oggi a Palazzo Gagliardi “Gli spazi invisibili”, raccolta di racconti di luoghi e di viaggi dell’autrice vibonese.

Presentato oggi a Palazzo Gagliardi “Gli spazi invisibili”, raccolta di racconti di luoghi e di viaggi dell’autrice vibonese.

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L'autrice Cristiana Buccarelli
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«Gli spazi fisici di questa raccolta di racconti sono “luoghi non luoghi”, confini di una consapevolezza emotiva, sono luoghi incantati come Acireale, Sant’Agata dei Goti, una comune ad Ebenau in Germania, luoghi mitici e quotidiani, testimoni di storie diverse, che si svolgono spesso in una manciata di settimane, di giorni o di ore».

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Sono “Gli spazi invisibili”, titolo della raccolta di Cristiana Buccarelli (La Quercia, 2015) presentata questo pomeriggio a Palazzo Gagliardi, a Vibo Valentia, nell’ambito del Tropea Festival Leggere&Scrivere, nel corso di una partecipata conversazione tra l’autrice e Giulia Floriani. Filo conduttore della raccolta, evidentemente, sono i luoghi, «sia fisici che emotivi», che l’autrice definisce non a caso «spazi reali e spazi della memoria e per questo invisibili». Si tratta di dieci coinvolgenti racconti «scritti – come ha spiegato di fronte all’attento pubblico Cristiana Buccarelli – nell’arco di due anni, ogni volta sulla base della mia memoria emotiva di un luogo che mi era rimasto dentro, che mi aveva colpito in quel momento e che poi, ho regalato a dei personaggi, in alcuni dei quali è rimasta un’impronta autobiografica».

Emerge prorompente nel volume il profilo di un luogo in particolare: Napoli. Città che l’autrice definisce come «centinaia di città in una sola e, anche se ci vivo da 18 anni, ancora per me difficilmente decifrabile» ma, al tempo stesso, «poliedrica, inebriante, che mi ha presa come una calamita». Un luogo che l’autrice sonda nei suoi tanti volti in due racconti in particolare: “Le anime del purgatorio” e “Fantasmi”. Rivelandone due facce diverse: «la prima è la città del ventre, dei vicoli, dei decumani, in cui c’è il riferimento al culto pagano dei morti; la seconda è la città “alta”, del Vomero, di Castel Sant’Elmo e San Martino, dei palazzi liberty e delle ville antiche che sembrano sospese fuori dal mondo e dal tempo».

E, ancora, nel libro viene esplorato il tema del viaggio «verso dentro e attraverso, verso inverni nordici e verso la luce del Mediterraneo». Tanti i progetti cui l’autrice lavora. Tra questi la rivisitazione di alcune fiabe del seicento in chiave moderna e un laboratorio di scrittura narrativa che la stessa conduce da due anni. E poi… «un romanzo in cantiere» sul quale, per ora, Cristiana Buccarelli non si sbilancia.

s. m.