La cultura mediterranea narrata dalle cantastorie Francesca Prestia e Farzaneh Joorabchi

Al via l’edizione sperimentale del festival al femminile, promosso dal Tropea blues e dall’associazione La divina Tropea
Al via l’edizione sperimentale del festival al femminile, promosso dal Tropea blues e dall’associazione La divina Tropea
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“Mediterraneo mare nostrum”, con le cantastorie Francesca Prestia e Farzaneh Joorabchi, è un’idea della stessa artista catanzarese, cantastorie che da oltre un decennio è testimonial delle tradizioni e della cultura popolare italiana e calabrese nel territorio nazionale ed internazionale. Un’idea della stessa Prestia – che si tramuterà stasera in uno spettacolo in piazza Ercole a Tropea dalle 21.30 – che coinvolge un’altra voce femminile dell’area del mar Mediterraneo: l’iraniana Joorabchi. Nata a Teheran, la Joorabchi ha studiato con i maggiori maestri persiani, perfezionandosi con il musicista Alizadeh. Giunta in Italia si è laureata in architettura all’Università di Firenze. Insegna Setar presso il centro culturale Italia-Iran di Firenze. Ha partecipato a diverse rassegne musicali, fra le quali il festival “Musica dei Popoli” di Firenze, il festival Cusiano di musica antica del lago d’Orta, le rassegne “Rocca in musica” di Vignola, “Viator musica” di Bologna, “Musica per le stelle” di Rosignano, “Music festival” di Nevenburg, “World Music” di New York. Ha vinto il primo premio di “On the Road Festival” di Pelago. Si interessa alle contaminazioni musicali con altre culture e per questo ha formato il gruppo Khiyal (Musica indiana e musica persiana) e il gruppo Nakisa (fusione di musica classica e tecnica persiana). Interagisce anche con il gruppo Al Quantara, specializzato nella musica medievale siciliana. Le due artiste, insieme, faranno un tributo alla storia delle loro terre, che nel corso dei secoli hanno interagito, si sono intersecate e contaminate a vicenda.

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Lo spettacolo “Mediterraneo mare nostrum”, della durata di un’ora e mezza circa, è un percorso narrativo e musicale, con brani in lingua iraniana, ebraica, calabrogreca e arbereshe. Lo spettacolo prevede l’accompagnamento dal vivo della chitarra classica, del violino, del flauto traverso, della chitarrina battente, del tamburello e delle percussioni popolari, del contrabbasso e della tromba. Sul palcoscenico saranno presenti, oltre alle due cantastorie, altri cinque apprezzati musicisti.