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L’artista di Ricadi Michela Ferrara si aggiudica il secondo posto al concorso nazionale di iconografia bizantina

La kermesse si è tenuta a Gravina di Puglia. La pittrice vibonese si è affermata con un’opera che raffigura la Madonna del Segno realizzata su una tavola di tiglio dipinta a mano con la tecnica della tempera all’uovo e l’uso di pigmenti naturali

L’artista di Ricadi Michela Ferrara si aggiudica il secondo posto al concorso nazionale di iconografia bizantina
Michela Ferrara e la sua opera

L’arte iconografica non è qualcosa che appartiene solo al passato, ma rappresenta un fecondo filone artistico che ancora oggi è capace di esprimere opere di straordinaria bellezza. Come l’icona realizzata da Michela Ferrara, artista e iconografa di Ricadi, che si è aggiudicata il secondo premio al Concorso nazionale “Arte bizantina negli Eremi di Gravina – Edizione 2024”, organizzato dall’Associazione Amici della Fondazione “E. Pomarici-Santomasi”.

Il concorso, finalizzato proprio alla promozione dell’arte bizantineggiante, ha vissuto la cerimonia di premiazione il 25 maggio scorso, a Gravina di Puglia, preceduta da un convegno dal titolo “Simbologia e colore”, al quale hanno preso parte, il presidente dell’Associazione promotrice Marisa D’Agostino, e i membri della giuria Pasquale Guaragnella, presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Bari, Loredana Cacucciolo, docente di progettazione pittorica, collaboratrice presso i cours de civilisation francaise de la Sorbonne, e Domenico Caragnano, direttore del Museo Territoriale di Palagianello.

L’opera di Michela Ferrara, raffigurante la Madonna del Segno, così nominata in quanto fa riferimento alla profezia di Isaia (“Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emanuele), è stata realizzata su una tavola di tiglio dipinta a mano con la tecnica della tempera all’uovo e l’uso di pigmenti in polvere naturali e minerali e lapislazzuli con una doratura in oro 23 kt e ¾ ed una lavorazione in rilievo realizzata con il gesso di Bologna e la colla di coniglio.

La giuria ha molto apprezzato il lavoro dell’artista vibonese, giudicando positivamente la qualità dell’opera, la ricerca e l’aderenza ai canoni bizantineggianti, e la tecnica usata.

«Nel corso degli ultimi 7 anni, da quando ho iniziato a muovere i primi passi nell’iconografia – ha raccontato Ferrara -, ho partecipato a questo concorso per confrontarmi con iconografi più esperti di me e per crescere e mettermi in gioco. Con mia grande sorpresa, la prima volta arrivai terza, l’anno successivo arrivai prima e adesso seconda. Sono grata di tutto ciò e conserverò come bagaglio personale anche questa esperienza, e al di là dei risultati raggiunti, il mio scopo è solo quello di diffondere la bellezza di Dio attraverso il lavoro delle mie mani».

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