Don Ciotti ai ragazzi di Stefanaconi: «La conoscenza è la via maestra del cambiamento» (VIDEO)

Il fondatore di Libera ha parlato oggi agli studenti della scuola incendiata nel maggio scorso: «L’istruzione toglie il terreno sotto i piedi alla cultura mafiosa, per questo è temuta». Il sacerdote antimafia ha incontrato poi i genitori di Michele Penna, vittima di lupara bianca

Il fondatore di Libera ha parlato oggi agli studenti della scuola incendiata nel maggio scorso: «L’istruzione toglie il terreno sotto i piedi alla cultura mafiosa, per questo è temuta». Il sacerdote antimafia ha incontrato poi i genitori di Michele Penna, vittima di lupara bianca

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L'iniziativa con don Ciotti a Stefanaconi
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«Non vengo a dare messaggi, piuttosto ad ascoltarli. Sono i ragazzi, le loro storie, le persone più fragili i nostri veri maestri. Il mio desiderio è solo quello di poter condividere una passione, un impegno, una testimonianza. Poter condividere che è il “noi” che vince e non i navigatori solitari; che solo unendo la forza degli onesti possiamo diventare una “forza” ed essere cittadini responsabili e non cittadini a intermittenza secondo i momenti e le emozioni».

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Don Luigi Ciotti non ha tentennamenti mentre parla ai ragazzi delle scuole di Stefanaconi e Tropea, giunti questa mattina a Palazzo Carullo, nel cuore del piccolo centro alle porte di Vibo Valentia, ai loro insegnanti e alle autorità locali presenti all’incontro voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Di Sì, e dal coordinamento provinciale di Libera Vibo Valentia rappresentato da monsignor Giuseppe Fiorillo.

Incendio in una scuola di Stefanaconi, le fiamme distruggono un locale tecnico

La sua è una presenza “testimoniale”, di vicinanza e sostegno, cercata e voluta in un paese che si è trovato troppo volte ad avere a che fare con le intromissioni della criminalità organizzata nella vita pubblica e nella dimensione sociale della comunità. Solo ultimo in ordine di tempo, il caso dell’incendio appiccato da mano ignota ad un locale di servizio della scuola elementare. Rogo che, nel maggio scorso, ha distrutto gli arredi arrecando ingenti danni all’edificio e segnando, sul piano simbolico, un violento attacco all’“istituzione” per eccellenza della comunità, alla sua stessa idea di “futuro”.

Un gesto che, per don Ciotti, non può che avere una lettura: «La conoscenza è la via maestra del cambiamento – ha detto -. La scuola offre ai ragazzi dei percorsi di conoscenza, perché aiuta a crescere, ad assumersi delle responsabilità, a diventare cittadini responsabili. La scuola è temuta per questo. Perché l’istruzione toglie il terreno sotto i piedi alla cultura mafiosa».

Ma Stefanaconi è, al tempo stesso, nella visione di don Ciotti, un “luogo di speranza”, popolato da “testimoni di bellezza”. «La cosa che più mi sta a cuore – ha aggiunto non a caso il fondatore di Libera – è far emergere le cose belle, le cose positive che ci sono in tutti i contesti. Quelle che non fanno mai rumore, ma che ci sono. Anche per valorizzarle, sostenerle e incoraggiarle ma soprattutto per denunciare le cose che non funzionano, per essere persone più attente e più vigili e per assumerci la nostra parte di responsabilità. Responsabilità che chiediamo alla politica, alle istituzioni, ma c’è una quota di responsabilità che dobbiamo chiedere a ciascuno di noi».

Stefanaconi si ribella alla barbarie: i cittadini ripuliscono la scuola dopo l’incendio

Una parola di conforto da don Ciotti anche per Maria Cristina Arcella e Domenico Penna (foto in basso), genitori di Michele, l’assicuratore vittima di lupara bianca nel 2007 del quale non sono state mai più ritrovate le spoglie mortali. Con loro il sacerdote si è intrattenuto per qualche minuto prima dell’inizio dell’incontro.