La vita di Falcone e Borsellino in scena nelle scuole vibonesi – Video

La Compagnia “Intervallo teatro” presenta gli eventi in programma per raccontare i tragici fatti del ’92 con uno sguardo introspettivo anche sulla vita degli uomini dietro le toghe
La Compagnia “Intervallo teatro” presenta gli eventi in programma per raccontare i tragici fatti del ’92 con uno sguardo introspettivo anche sulla vita degli uomini dietro le toghe
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Il teatro per raccontare la storia, raccontarla ai ragazzi e far capire loro che un mondo diverso, lontano da quello mafioso, è possibile. La compagnia “Intervallo teatro” ha presentato a Vibo Valentia una serie di spettacoli, “Stato liquido”, che si terranno il 5, 6 e 7 febbraio, per la prima volta nelle scuole vibonesi dopo il debutto a Roma due anni fa e molte tappe nel resto d’Italia fino a quel giorno, per raccontare la vita e l’impegno di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che della lotta alla mafia sono diventati una bandiera che sventola in tutto il mondo.

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Come spiegato dal regista Matteo Maria Dragoni «si userà un linguaggio non tipicamente teatrale, non standard, ma molto più cinematografico, fresco, dinamico, diretto al pubblico di oggi. Verranno ripercorsi i fatti più importanti e più brutti della vicenda di Falcone e Borsellino, ma, come ogni storia merita, ci sarà una sorta di linea romanzata della loro vicenda che rispecchia fatti reali. Sono state fatte ricerche – ha aggiunto Dragoni – per scoprire aspetti personali dell’uomo che sta dietro la toga del magistrato, della famiglia, per capire come si comportavano nella vita di tutti i giorni».

Per un pubblico speciale, fatto di ragazzi, serve un linguaggio speciale. Per tramandare un messaggio fondamentale. «L’attore ha il compito fondamentale di lasciare ai ragazzi un messaggio – ha detto una delle protagoniste, l’attrice Eleonora Lipuma -: raccontare quello che è stato. Ho fatto un lavoro particolare, io sono sempre stata una curiosa e ricordo esattamente gli avvenimenti tragici del ’92, chiedevo a mia madre cosa stesse accadendo a Palermo. La stessa curiosità l’ho messa nello spettacolo, l’attore ha attinto dal proprio passato per essere veramente quella ragazzina adolescente che interrogava sempre il genitore. Un viaggio introspettivo, viscerale. Quello che vorrei comunicare ai ragazzi – ha aggiunto – è di chiedere, solo chiedendo ciò che non si conosce si può diventare adulti migliori, più coscienti. E quindi quale strumento migliore del teatro per far crescere i ragazzi e migliorare la nostra società?».

Un progetto che si inserisce perfettamente nel contesto scolastico, sia per i contenuti che per uno strumento comunicativo eccezionale come il teatro. «L’importanza del progetto è primaria – ha affermato Antonio Tocco, organizzatore e responsabile di “Intervallo teatro” – ce ne rendiamo conto da teatranti ma anche ripensando ai tempi da studenti, perché ci è mancata un’esperienza di questo tipo su determinate tematiche. In più le linee guida del governo valorizzano pratiche come quelle teatrali». Dopo le tre mattinate nelle scuole di Vibo, la sera del 7 febbraio è previsto uno spettacolo aperto a tutti nel piccolo teatro dell’oratorio salesiano.

Una manifestazione che non poteva non avere la vicinanza delle istituzioni. «Lo spettacolo – ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Vibo, Daniela Rotino, ex docente del Capialbi che ha ospitato la conferenza – rientra un po’ nel solco di quello che facevo da insegnante, spettacolo unito alla didattica tradizionale. Questi giovani si impegnano a portare nelle scuole spaccati di storia. Ad esempio trattano anche il tema della prima guerra mondiale, collegandolo al sacrificio dei soldati e quindi ad Ungaretti. Sono spettacoli importantissimi che aiutano i ragazzi a crescere».