La devozione del Vibonese per San Nicola nel libro del vescovo Renzo

Il presule ha presentato la sua ultima opera dedicata al Santo di Myra, che è patrono di ben 14 dei 43 Comuni della diocesi e intestatario di 26 parrocchie su 132
Il presule ha presentato la sua ultima opera dedicata al Santo di Myra, che è patrono di ben 14 dei 43 Comuni della diocesi e intestatario di 26 parrocchie su 132
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È dedicato a San Nicola di Bari l’ultimo libro di monsignor Luigi Renzo. Il volume, dal titolo “San Nicola il santo più venerato in Calabria”, è stato nei giorni scorsi presentato dal vescovo nella “sua” Mileto, nel corso di un incontro organizzato congiuntamente dal Cantiere musicale internazionale, dalla Pro Loco, dalla diocesi e dall’Accademia milesia. A discutere con l’autore nell’auditorium “Experimentum mundi” di palazzo San Giuseppe, sede del Cmi, il giornalista del Quotidiano del Sud Francesco Ridolfi e l’editore del libro Demetrio Guzzardi. Il libro è stato dedicato da monsignor Renzo proprio all’episcopato di Mileto-Nicotera-Tropea da lui guidato. Una diocesi che, chiaramente, «ha il volto di San Nicola», visto «che ben 26 parrocchie su 132 sono a lui intestate e cointestate e che 14 dei 43 comuni lo hanno come Santo patrono».

Dall’incontro è emersa la valenza dell’ultima fatica letteraria del vescovo miletese, ma anche l’importanza che dal punto di vista ecumenico riveste ancora oggi la figura del Santo di Myra, via di collegamento privilegiata tra la tradizione occidentale e quella orientale. Non a caso, la presentazione all’interno del volume è opera di monsignor Donato Oliverio, vescovo di Lungro degli italo albanesi dell’Italia continentale, diocesi collegata alla Chiesa di Roma ma di rito bizantino. Monsignor Renzo, nell’occasione, parlando di San Nicola mette in evidenza, tra l’altro, il suo essere uomo di Dio pienamente inserito nel sociale, «pronto ad intervenire e a sporcarsi le mani davanti ai disagi del prossimo», ma anche il suo amore per i bambini e la famiglia. E partendo da questi concetti, lo erge come esempio da imitare anche ai giorni nostri, sia dal punto di vista religioso che da quello civile, ancor di più in presenza di una società caratterizzata «da evidenti sperequazioni e ingiustizie sociali, in cui i ricchi, malgrado la crisi finanziaria, diventano spesso più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri, anzi aumentano a vista d’occhio sia il numero che le sacche di povertà e le contraddizioni sociali».

Nel libro viene anche trattata la devozione popolare nei confronti del vescovo di Myra, suffragata da detti popolari stagionali, canti religiosi, filastrocche, formule per liberare il malocchio e ninne nanne, ma anche il ricco patrimonio iconografico oggi esistente nelle varie chiese calabresi. Nel corso dell’incontro miletese, monsignor Renzo ha poi raccontato del suo iniziale senso di colpa per la frenetica attività libraria che lo contraddistingue da anni. «Poi, però, ho capito che anche questo rappresenta un modo per fare apostolato». Nell’occasione, il presule ha infine svelato il contenuto della sua prossima pubblicazione – interamente dedicata agli oltre 300 Santi e Beati di Calabria – e la sua scelta di far uscire questo volume all’indomani del 30 maggio 2020, «solo una volta che don Francesco Mottola sarà stato ufficialmente dichiarato Beato». La serata si è avvalsa di alcuni apprezzati intermezzi musicali proposti dal Cmi, curati dal soprano Caterina Francese con la partecipazione della ensamble “Mater Jubileaei”.

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