Tropea candidata a entrare nel club dei Borghi più belli d’Italia

Deliberata dal Consiglio comunale la richiesta ufficiale dopo quella a Capitale italiana della cultura
Deliberata dal Consiglio comunale la richiesta ufficiale dopo quella a Capitale italiana della cultura
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La spiaggia più famosa di TRopea

Tropea si candida a entrare nel club dei Borghi più belli d’Italia. Il processo di valorizzazione della cultura portato avanti dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giovanni Macrì, si arricchisce di un nuovo tassello. Nella giornata di oggi, infatti, il Consiglio comunale ha deliberato la candidatura al prestigioso riconoscimento che diventa così ufficiale e si va ad aggiungere all’aspirazione a Capitale della cultura 2021.

«Un percorso importante – si legge sulla pagina facebook del Comune – che si unisce alle ulteriori iniziative che l’amministrazione comunale sta portando avanti per valorizzare l’aspetto storico, artistico e culturale della nostra meravigliosa Città. Tropea non solo mare, Tropea Capitale Italiana della Cultura 2021».

Cosa sono i Borghi più belli d’Italia. Nel marzo del 2001 nasceva l’Associazione de I Borghi più belli d’Italia su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). Questa iniziativa è sorta dall’esigenza di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani che sono, per la grande parte, emarginati dai flussi dei visitatori e dei turisti. Sono infatti centinaia i piccoli “borghi d’Italia” che rischiano lo spopolamento ed il conseguente degrado a causa di una situazione di marginalità rispetto agli interessi economici che gravitano intorno al movimento turistico e commerciale. Per questo l’Associazione si prefigge di garantire – attraverso la tutela, il recupero e la valorizzazione – il mantenimento di un patrimonio di monumenti e di memorie che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto. Non si propongono dei “paradisi in Terra” ma si auspica che le sempre più numerose persone che ritornano a vivere nei piccoli centri storici ed i visitatori che sono interessati a conoscerli possano trovare quelle atmosfere, quegli odori e quei sapori che fanno diventare “la tipicità” un modello di vita che vale la pena di “gustare” con tutti i sensi.