Il quattrocentesco turibolo custodito a Mileto realizzato in Calabria?

L’ipotesi avanzata nel corso del convegno inserito nel progetto Vide, sul viaggio di Gioacchino da Fiore
L’ipotesi avanzata nel corso del convegno inserito nel progetto Vide, sul viaggio di Gioacchino da Fiore
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Una fase del convegno sul progetto Vide

“Viaggio dell’emozione. Il viaggio di Gioacchino Da Fiore”. Questo il titolo dell’iniziativa culturale svoltasi nei giorni scorsi nel Museo statale di Mileto. L’incontro, incentrato sul progetto Vide che dallo scorso mese di agosto sta coinvolgendo i 13 musei, i sei parchi archeologici e tre siti monumentali afferenti al Polo museale della Calabria diretto da Antonella Cucciniello, ha permesso ai presenti di prendere contezza della valenza dell’offerta culturale regionale e di apprezzare la bellezza del quattrocentesco turibolo a forma di tempietto gotico, scelto come reperto simbolo della struttura Mibact, attiva nella cittadina normanna. L’appuntamento ha preso il via con i saluti del direttore del museo Faustino Nigrelli e del sindaco di Mileto Natino Giordano. Successivamente, a parlare dei vari aspetti del prezioso turibolo è stato lo storico dell’arte Roberta Nisticò. Nel suo intervento l’esperta ha illustrato le varie tecniche di lavorazione dell’opera, dando anche una nuova chiave di lettura sulle sue origini. L’ipotesi, nello specifico, è che il turibolo non sia stato realizzato in una bottega napoletana, ma a Longobucco, in Calabria, dove – così come spiega nel corso del XII secolo Gioacchino da Fiore – esistevano delle miniere argentee e delle officine atte alla lavorazione di questo prezioso materiale. Il reperto faceva parte del tesoro della cattedrale di Mileto elevata nell’XI secolo da Ruggero I d’Altavilla nel vecchio abitato, abbandonato in seguito al terremoto del 1783. Il vaso metallico veniva, nello specifico, utilizzato per bruciare l’incenso e diffondere il profumo durante le celebrazioni liturgiche.

Nel corso dell’incontro miletese è stata anche trasmessa in sala la versione integrale del video animato realizzato nell’ambito del progetto “Vide-Viaggio dell’emozione”. Tra i presenti, anche gli studenti di alcune classi del locale Istituto comprensivo. La mostra diffusa è stata ideata dal Polo museale della Calabria – con il sostegno della Regione Calabria – e rimarrà aperta nelle varie sedi coinvolte sino al prossimo 29 febbraio. Grazie ad essa, il “viaggiatore” si erge a protagonista di un “grand tour” e di un’emotiva caccia al tesoro, fatta per conoscere il passato con lo sguardo consapevolmente rivolto al futuro.