Premio letterario “Giuseppe Berto”: ecco i finalisti

Il premio per gli scrittori esordienti che porta il nome dello scrittore veneto sepolto a Ricadi ha festeggiato il suo primo quarto di secolo

Il premio per gli scrittori esordienti che porta il nome dello scrittore veneto sepolto a Ricadi ha festeggiato il suo primo quarto di secolo

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La Giuria della XXV edizione del Premio Letterario Nazionale Giuseppe Berto, presieduta da Antonio D’Orrico, riunitasi a Mogliano Veneto, città natale dello scrittore sepolto nel cimitero di San Nicolò di Ricadi, ha proclamato la Cinquina dei finalisti, presentata stamane nel corso di una conferenza stampa.

Sono state una cinquantina le opere prime pervenute, tutte di narrativa, per il Premio Berto che, in nome dello scrittore “veneto-calabrese”, festeggia il suo primo quarto di secolo mantenendo invariata la sua formula di premio riservato esclusivamente a scrittori esordienti, conservando quel ruolo di scopritore di talenti letterari italiani iniziato nel 1988. Presenti tutte le più importanti case editrici italiane, affiancate dal vivace mondo degli editori medio-piccoli.

La Giuria che ha valutato le opere in concorso è presieduta da Antonio D’Orrico, critico e giornalista del Corriere della Sera, ed è formata da Cristina Benussi, dell’Università di Trieste, Enza Del Tedesco, pure lui dell’Università di Trieste, dallo scrittore Giuseppe Lupo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Milano, dalla scrittrice Laura Pariani, da Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore, e da Alessandro Zaccuri, critico, scrittore e giornalista dell’Avvenire.

“Quest’anno al Premio hanno concorso opere caratterizzate da una ricca varietà di richiami culturali – ha commentato Antonio D’Orrico, presidente della giuria –.  Nel complesso elevata la qualità della produzione letteraria ricevuta, con un ampio divario nella formazione degli esordienti: dalle vocazioni solitarie che sfociano in età matura, agli allievi di scuole di scrittura, con un denominatore comune che è il grande investimento sul lavoro della scrittura. Frequente in alcune opere è il percorso di rivedere e indagare ancora sulla storia d’Italia recente, cercando di capirla,con gli strumenti dell’indagine letteraria. Così come è presente – continua D’Orrico – la dimensione favolosa del mondo coloniale. Finalmente in Italia si comincia a parlare di questo periodo, riuscendo ad avere un rapporto rappacificato con una parte di storia per anni sepolta, il tutto forse favorito anche dall’immigrazione che nel processo del succedersi delle generazioni porta a flussi in direzioni opposte. La globalizzazione indubbiamente aiuta la libertà geografica immaginativa che si respira in più opere. Molto forte l’elemento femminile dei libri in concorso, attestato anche dalla presenza di due autrici nella cinquina che abbiamo selezionato.”

Il vincitore sarà proclamato nel corso della finale che si svolgerà sabato 8 luglio in Piazzetta del Teatro a Mogliano Veneto. Al vincitore andrà un premio in denaro di 5.000 euro. L’ultima edizione, svoltasi nel luglio dello scorso anno a Ricadi – Capo Vaticano, nella splendida cornice di Casa Berto, è stata vinta dal milanese Sergio Baratto, con la sua opera prima edita da Mondadori, “La steppa”.

Questa la cinquina dei finalisti selezionata dalla Giuria del Premio Letterario Giuseppe Berto per l’edizione 2017: Giulia Caminito, con La Grande A, Giunti, Nicola De Cilia, con Uno scandalo bianco, Rubbettino, Andrea Inglese, con Parigi è un desiderio, Ponte alle Grazie, Francesca Manfredi, con Un buon posto dove stare, La nave di Teseo e Athos Zontini, Orfanzia, Bompiani.

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