Riaperto a Mileto l’antico Parco archeologico

Si tratta dell’unico di epoca medievale in Calabria. Cerimonia all’insegna della musica di Morricone alla presenza di diverse autorità
Si tratta dell’unico di epoca medievale in Calabria. Cerimonia all’insegna della musica di Morricone alla presenza di diverse autorità
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È stata una cerimonia all’insegna della musica del grande compositore Ennio Morricone, quella di riapertura post lockdown del Parco archeologico di Mileto antica “Monsignor Antonio Maria De Lorenzo”, unico in Calabria di epoca medievale. Note proposte da maestri ed allievi del Cantiere musicale internazionale – realtà sorta anni fa su input del pianista Roberto Giordano – nella suggestiva cornice dei ruderi dell’abbazia-mausoleo, fatta elevare del 1063 da Ruggero I d’Altavilla nell’ambito del processo di rilatinizzazione del meridione d’Italia e dell’istituzione in loco della sede della sua vasta contea. Ad esibirsi davanti al numeroso pubblico, la maestra Caterina Francese e gli allievi della classe di Canto: Federica Lacquaniti, Paola Cascasi, Beatrice Dicosta, Maria Antonietta Porcini e Greta Occhiato, accompagnati al pianoforte dal maestro Francesco Pata. [Continua]

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A coordinare l’evento, l’archeologa Mariangela Preta, componente dell’associazione culturale “Mnemosyne”, da alcuni anni chiamata a gestire l’antico sito normanno, abbandonato dai miletesi all’indomani del terremoto del 1783. Molte, tra l’altro, le autorità presenti. Tra queste, il segretario regionale del Mibact Salvatore Patamia, il prefetto di Vibo Valentia Francesco Zito, il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea Luigi Renzo, il presidente della Provincia Salvatore Solano, il comandante della Compagnia provinciale di Vibo dei carabinieri Gianfranco Pino, il comandante della capitaneria di Porto di Vibo Marina Giuseppe Spera, i sindaci di Zambrone e Ionadi, Corrado L’Andolina e Antonio Arena. A far loro gli onori di casa, il sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano, che nell’occasione ha ripercorso l’illustre trascorso della cittadina normanna e ricordato la figura dello studioso Giuseppe Occhiato, autore di illuminanti studi e ricerche attinenti al periodo, e non solo. Ha rimarcato l’importanza del Parco archeologico medievale nel contesto culturale calabrese e la vicinanza del Mibact a questa realtà, invece, il segretario regionale Patamia. Tra gli interventi, anche quelli del prefetto Zito e di monsignor Renzo, tutti incentrati a sottolineare la valenza di un sito che, nonostante i numerosi scavi succedutesi negli ultimi decenni, rimane ancora oggi in gran parte da scoprire e da valorizzare, quale simbolo di sviluppo e di rinascita di Mileto, della provincia e dell’intera Calabria.