La liberazione di Tropea del 1615, torna l’appuntamento con la storia

Le restrizioni per il coronavirus hanno spinto gli organizzatori a non effettuare la consueta parata e a optare per una tavola rotonda - Video
Le restrizioni per il coronavirus hanno spinto gli organizzatori a non effettuare la consueta parata e a optare per una tavola rotonda - Video
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Anno 1613. Il viceré di Napoli vende la città di Tropea al principe Ruffo di Scilla per 191mila ducati. Un’azione ritenuta illegittima dal governo di un centro che non poteva essere infeudato, dipendendo direttamente dalla corona. Il provvedimento scatena la reazione degli abitanti di una delle città più importanti del regno: viene anche organizzata una colletta da parte del popolo per finanziare una battaglia legale che sarebbe durata due lunghi anni ma che avrebbe fruttato l’agognata liberazione. Si basa su questi cardini la rievocazione della liberazione del 1615, manifestazione che quest’anno, a causa della pandemia, ha dovuto mettere in soffitta la tradizionale parata per affidarsi a una più contenuta tavola rotonda. A presidiare l’evento nella suggestiva piazza del duomo, il presidente dell’associazione Libertas, Dario Godano, che nel 2015 ha ideato la celebrazione. Accanto a lui, il vicesindaco di Tropea, Roberto Scalfari, il direttore del Museo diocesano, Don Ignazio Toraldo di Francia, il dirigente dell’Istituto superiore, Nicolantonio Cutuli.

A intervenire anche l’ex senatore Saverio Di Bella, l’ex senatore Luigi Lombardi Satriani, il parroco emerito di Ricadi, don Pasquale Russo, e il cultore di storia patria, Domenico Prostamo. La serata ha visto anche la partecipazione di Margherita Pietropaolo, Francesca Medile, del gruppo folk “Città di Tropea” e di Laboart, ed è stata animata dalla proiezione del video “Tropea: antica di nobile bellezza” di Vincenzo Carone. Importante anche l’omaggio artistico al Comune di Tropea del maestro Antonio Montesanti. Durante la serata sono state consegnate le targhe Antichità, Bellezza e Nobiltà, le virtù che quattro secoli fa consentirono alla città di tornare libera. La prima al Gruppo paleontologico di Tropea; la seconda all’architetto Luigi Giffone; la terza all’associazione di volontariato “Insieme per”. Una quarta targa è stata data alla memoria dell’onorevole Domenico Romano Carratelli, recentemente scomparso. Anche questa manifestazione si inserisce nel solco della candidatura della città a Capitale italiana della cultura 2022 con altre 27 località, la cui designazione avverrà il prossimo novembre.

Informazione pubblicitaria