Pizzo, il fantasma di Murat si prepara ad accogliere i turisti nei sotterranei del castello (VIDEO)

La Sovrintendenza ha dato il via libera all’utilizzo delle segrete del maniero aragonese, ma c’è ancora molto da fare prima che siano accessibili al pubblico

La Sovrintendenza ha dato il via libera all’utilizzo delle segrete del maniero aragonese, ma c’è ancora molto da fare prima che siano accessibili al pubblico

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La ripida scala che conduce ai sotterranei del castello
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Tetri e umidi, ideali per dare al fantasma di Gioacchino Murat nuove opportunità di spaventare i turisti. E anche chi nei fantasmi non ci crede, avrà comunque la possibilità di provare il brivido di camminare nelle viscere del maniero aragonese dove il cognato di Napoleone fu processato e ucciso nel 1815. 

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Diventa concreta, infatti, la prospettiva di aprire al pubblico i sotterranei del castello di Pizzo, dopo il via libera della Sovrintendenza al progetto di recupero presentato dall’amministrazione comunale. Nulla di più che una richiesta di utilizzo, ma abbastanza per incassare il nulla osta dell’autorità che sovrintende ai beni archeologici. Da qui alla fruizione pubblica vera e propria il passo è ancora lungo, visto che prima di consentire ai visitatori di scendere nei livelli sotterranei del castello sarà necessario mettere in sicurezza il sito, allestire pedane in legno sul pavimento sconnesso e passamani, predisporre un impianto elettrico a norma, istallare un’adeguata illuminazione e garantire uscite d’emergenza. Insomma, tutto il necessario per aprirlo al pubblico.

L’obiettivo è quello di aggiungere nuovi ambienti visitabili del maniero che, dopo la Chiesetta di Piedigrotta, rappresenta il secondo sito monumentale napitino per numero di presenze, con circa 40mila visitatori all’anno (26mila soltanto negli ultimi tre mesi estivi). «La rete di cunicoli è molto estesa – afferma Giuseppe Pagnotta, presidente dell’associazione Murat Onlus – e aveva prevalentemente la funzione di assicurare una via di fuga ai soldati e ai nobili in caso di assedio o caduta del presidio. Secondo antichi racconti, i sotterranei arriverebbero addirittura sino al castello di Bivona, ma si tratta di notizie impossibili da verificare. Certo è, invece, che si diramino in tre direzioni: due verso l’entroterra e una verso il mare. Alla Marina di Pizzo, infatti, è visibile lo sbocco di una galleria nel tufo che in passato conduceva alla rocca».

Soltanto una piccola parte di questa rete è però praticabile, ed è quella che sostanzialmente coincide con la pianta del maniero. I suoi prolungamenti, invece, sono stati ostruiti nel corso dei secoli da materiale di risulta, crolli e stratificazioni urbanistiche. Ce n’è abbastanza, comunque, per solleticare la fantasia di chi decide di percorrere la ripidissima scala che conduce nel cuore nero dell’ultima dimora di Murat.

La leggenda vuole che il suo fantasma si aggiri ancora inquieto tra le mura del castello e non sono pochi gli episodi più o meno incredibili che nel corso dei decenni hanno alimentato questa voce, sostenuta dalle testimonianze di chi nel sito museale ci lavora per accogliere i visitatori. Finestre che si spalancano tutte insieme nelle giornate di tempesta, rumori sordi, tintinnare di catene, turisti che improvvisamente sbiancano e corrono fuori urlando. C’è anche ci giura di averlo addirittura fotografato, lo spirito di Gioacchino, come il Vibonese.it ha già raccontato qualche settimana fa. Ingredienti perfetti per incrementare la curiosità e accrescere l’appeal turistico di Pizzo, a cui, tra qualche tempo, potrebbe aggiungersi anche un emozionante tour nelle segrete.

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