Vini e cultura, “Il Mediterraneo racconta” la Calabria positiva – Video

A Santa Domenica di Ricadi l’evento organizzato dal club Unesco di Vibo Valentia che giunge alla quarta edizione
A Santa Domenica di Ricadi l’evento organizzato dal club Unesco di Vibo Valentia che giunge alla quarta edizione
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Il Mediterraneo come fonte di cultura e ricchezza enogastronomica per tutto il mondo. È questo il senso della manifestazione “Il Mediterraneo racconta”, tenutasi domenica 4 ottobre al villaggio turistico Marco Polo di Santa Domenica. La kermesse, giunta alla IV edizione e organizzata dal club Unesco di Vibo Valentia guidato da Maria Loscrì, e dalle associazioni Med Experience, Libertas (presieduta da Dario Godano), e Leibò (presidente Michele Saragò), ha avuto anche il patrocinio dei Comuni di Ricadi e Tropea, e si inserisce nel dossier di candidatura della Perla del Tirreno a Capitale italiana della cultura 2022. [Continua]

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A partecipare diverse aziende vinicole, gastronomiche e artigianali del territorio, che hanno esposto i propri prodotti consentendone fruizione e degustazione ai numerosi partecipanti. Un appuntamento valorizzato ulteriormente dalla musicista Margherita Pietropaolo e degli artisti Pino Schiti, Vera Console, Celeste Fortuna, Amalia Alia e Antonio Salvatore Maio.

Grande soddisfazione da parte degli organizzatori, vista la positivissima riuscita dell’evento. Maria Loscrì ha evidenziato la volontà di «coniugare le eccellenze di vini con sapori straordinariamente apprezzati nel mondo ma ancora poco conosciuti». L’imprenditore Marco Furchì, deus ex machina della manifestazione, ha sottolineato «l’importanza della propaganda e dell’esposizione dei prodotti nella valorizzazione della Calabria nel mondo dell’enogastronomia». Il titolare del villaggio Marco Polo, Michele Saragò, ha invece ricordato come la Calabria sia «una terra ricca di storia, tradizioni e cultura» e il Mediterraneo una realtà «da cui deriva tutto: il vino oggi ci lega tutti – ha spiegato – ed è partito da qui». Soddisfatto anche Dario Godano che ha rimarcato come la cultura calabrese affondi proprio nell’antico nome di Enotria e nel retaggio magnogreco e paleocristiano del vino stesso».