IL RICORDO | Ninì Luciano: un politico in controtendenza

Il profilo del compianto intellettuale vibonese tracciato da Nicola Iozzo: «Il suo approccio fu sempre di tipo culturale-politico e il suo desiderio di autonomia gli costò l’elezione a consigliere regionale»

Il profilo del compianto intellettuale vibonese tracciato da Nicola Iozzo: «Il suo approccio fu sempre di tipo culturale-politico e il suo desiderio di autonomia gli costò l’elezione a consigliere regionale»

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Il compianto Gaetano Luciano
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Ho conosciuto il professor Gaetano Luciano, Ninì per gli amici, nel lontano 1981. Ero appena tornato al mio paese dopo tanti anni trascorsi a Roma. Mi portavo dietro, insieme a tanti ricordi ed alla mia formazione professionale, un bagaglio di esperienze di vita vissuta e la passione e l’impegno sociale e politico.

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Frequentando le sezioni del Psi conobbi, tra i tanti compagni, anche Ninì. Le tematiche affrontate erano del tutto simili a quelle di Roma: il lavoro, la qualità della vita, i trasporti, la sanità ma in un contesto economico e sociale del tutto diverso quale appunto era la Calabria ed in particolare la realtà del territorio vibonese.

L’approccio che Ninì aveva nell’affrontare quelle tematiche era del tipo culturale-politico. L’affrancamento della Regione e di Vibo dal Nord doveva essere prima culturale e poi politico. Allo stesso modo pensava che Vibo Valentia ed il suo circondario avrebbero potuto svilupparsi meglio se si fossero affrancati dall’egemonia che le altre province esercitavano sulla nostra.

Questa sua convinzione caratterizzò il suo modo di essere ed il suo impegno sociale e politico e lo portò spesso a polemizzare con i compagni che mostravano una certa subalternità ed una non sufficiente autonomia nei confronti dei compagni catanzaresi, cosentini e reggini. La libertà di pensiero ed il suo desiderio di autonomia furono fra i tanti motivi della sua mancata elezione a consigliere regionale. Le sue indiscusse capacità  lo portarono comunque a ricoprire ruoli importanti nel partito. Fu, infatti, vicesegretario regionale e membro dell’assemblea nazionale. Il suo impegno sociale continuò anche dopo aver smesso di fare politica attiva dedicandosi a scrivere e raccontare fatti di cui fu in parte protagonista.

Avevo saputo delle sue precarie condizioni di salute solo pochi giorni or sono e la sua repentina e prematura scomparsa mi ha davvero sorpreso e lasciato attonito. Mi mancheranno le tante passeggiate durante le quali discutevamo di avvenimenti nazionali e locali e le sue lucide ed approfondite analisi. Mi mancherà  soprattutto un amico che non mancava mai di chiedere notizie della mia famiglia e soprattutto di mio figlio che vive fuori. Credo che mancherà anche a Vibo ed a tutti coloro che lo hanno conosciuto.

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