Sfuma il sogno di Tropea “Capitale italiana della Cultura 2022”

La giuria ha selezionato i dieci progetti culturali finalisti, così come previsto dal bando. Le candidature totali erano state 28. Il rammarico del sindaco
La giuria ha selezionato i dieci progetti culturali finalisti, così come previsto dal bando. Le candidature totali erano state 28. Il rammarico del sindaco
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Tropea, vista panoramica
Tropea, immagine panoramica
Il sindaco di Tropea Giovanni Macrì

Finisce con un nulla di fatto la corsa di Tropea al titolo di Capitale italiana della cultura 2022. La giuria, presieduta da Stefano Baia Curioni, dopo aver esaminato le ventotto candidature pervenute, ha selezionato i dieci progetti finalisti, così come previsto dal bando.
Entrano, dunque, nella shortlist delle città che parteciperanno alla fase finale della procedura di selezione i seguenti Comuni e Città metropolitane: Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania (Verbano-Cusio-Ossola) e Volterra (Pisa). Delusione per il risultato ottenuto da Tropea, unica calabrese in gara, città su cui la regione puntava per ottenere il prestigioso riconoscimento. Sarà adesso compito della Giuria indicare al ministro Dario Franceschini il progetto di candidatura più idoneo alla designazione della città Capitale italiana della cultura per l’anno 2022 entro il 18 gennaio 2021, al fine dell’attribuzione del titolo da parte del Consiglio dei ministri.

Il lavoro per produrre il dossier al fine di avanzare la candidatura di Tropea a capitale italiana della Cultura 2022 era durato sette mesi ed era stato seguito personalmente dal sindaco Giovanni Macrì.
Il ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, in più occasioni, aveva ribadito che “la Capitale della cultura non è un concorso di bellezza e viene premiata la città che riesce a sviluppare il progetto culturale più coinvolgente, più aperto, innovativo e trasversale”.

Sulla decisione, il sindaco di Tropea Giovanni Macrì ha dichiarato che resta “il rammarico di non essere stati accolti tra i concorrenti finali ma anche la serenità di aver fatto una scelta opportuna e di averla concretizzata in un documento di qualità, comunque da custodire e tradurre operativamente. Il Progetto rimane il prezioso frutto di un percorso innovativo e inconsueto che è riuscito a far confrontare tutta la Calabria attraverso quesiti e risposte che sono serviti a far conoscere meglio le potenzialità  della  nostra bella terra. Il mio sentimento di profonda gratitudine a tutti quelli che si sono uniti nella condivisione di un’idea che certamente non sarà abbandonata ma verrà custodita e valorizzata per dar vita ad altre importanti iniziative di collaborazione all’interno dei territori locali e dell’intera Calabria. Se non siamo risultati tra i dieci progetti da cui emergerà il vincitore sicuramente è perché occorre crescere ancora di più attraverso una maggiore consapevolezza dei punti forti su cui far leva e dei punti fragili su cui lavorare per ridurre ed eliminare ogni disfunzione. 
Alle dieci città finaliste dico: brave, avete giá raggiunto una bella gratificazione, impegnatevi al massimo in quest’ultimo tratto di strada perché ognuna di voi potrebbe essere la Città Capitale Italiana della Cultura 2022“.

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