A Mileto l’oratorio sacro dedicato al venerabile don Francesco Mottola

Attesa per la rappresentazione dell’opera “Francesco, servo di Dio, l’aquila che raggiunse il sole” dedicata al fondatore dell’Ordine degli oblati del Sacro cuore ed eseguita da ben sette cori polifonici

Attesa per la rappresentazione dell’opera “Francesco, servo di Dio, l’aquila che raggiunse il sole” dedicata al fondatore dell’Ordine degli oblati del Sacro cuore ed eseguita da ben sette cori polifonici

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La cattedrale di Mileto
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È grande la gioia della famiglia degli oblati e delle oblate del Sacro cuore per l’oratorio sacro che si terrà sabato prossimo alle 19 nella basilica cattedrale di Mileto. Dal titolo “Francesco, servo di Dio, l’aquila che raggiunse il sole”, esso si ispira alla vita del loro fondatore, del venerabile di Tropea don Francesco Mottola

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L’evento viene organizzato per volontà del vescovo Luigi Renzo nella chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, ad un mese esatto dal successo ottenuto nella stessa sede dall’opera “Natuzza. Canto alla bellezza”, in questo caso dedicata alla vita della mistica con le stigmate di Paravati Natuzza Evolo. 

Alla serata di sabato parteciperanno i cori polifonici “Dominicus” di Soriano, “Don Giosuè Macrì” di Tropea, “Nuova Corale polifonica” di Vibo Valentia, “S. Francesco” di Presinaci, “S. Sebastiano” di Pernocari, “Maria SS. Lauretana” di Ricadi e “Polifonica Aulos” di Lamezia Terme. 

La voce recitante sarà di Paolo Ceraso, mentre le voci soliste saranno dei soprani Ines Epifanio e Rita Valenti, dei tenori Saverio Alessio e Fabio Angiò e del basso Adriano Licastro. A dirigere i cori e l’orchestra “Don Francesco Mottola” ci penserà il maestro, nonché autore dell’oratorio sacro, Vincenzo Laganà. L’opera musicale viene proposta nella basilica-cattedrale di Mileto in prossimità delle celebrazioni natalizie. Essa, nello specifico, vuole essere una preziosa occasione offerta ai cristiani della diocesi per conoscere una perla del clero calabrese, sacerdote il cui messaggio di carità e di speranza, a circa 50 anni dalla morte, rimane sempre attuale. 

“Uomo della contemplazione”, “certosino della strada”, “servo della carità”, “testimone delle sofferenze di Cristo”, “asceta trascinatore”, “prete universale”. Questi alcuni degli appellativi utilizzati dai fedeli e dai tanti estimatori per definire l’amato sacerdote calabrese. La sua causa di beatificazione è da tempo allo studio della Congregazione per le cause dei Santi, così come un presunto miracolo attribuito alla sua intercessione. La speranza dei devoti, e non solo, è di vederlo presto annoverato ufficialmente tra i santi della Chiesa di Roma.