Il ritorno di Sergio Gaudio a Vibo, lo scienziato da Nobel si racconta agli studenti (VIDEO)

La testimonianza del ricercatore di origini vibonesi alla Camera di commercio. Per l’Ente camerale «un esempio di eccellenza per i giovani, una testimonianza della capacità della Calabria più vera»

La testimonianza del ricercatore di origini vibonesi alla Camera di commercio. Per l’Ente camerale «un esempio di eccellenza per i giovani, una testimonianza della capacità della Calabria più vera»

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Sergio Gaudio alla Camera di commercio di Vibo
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Studio, curiosità, determinazione, coraggio. Questa, a quanto, pare, la formula del successo e c’è da crederci se a pronunciarla è Sergio Gaudio, giovane ricercatore vibonese componente del team di scienziati insigniti del Premio Nobel per a Fisica 2007 per l’importante scoperta sulle onde gravitazionali che permettono di osservare il fenomeno alla base della teoria della relatività di Einstein.  

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Un successo che Sergio Gaudio, che oggi vive e lavora in America, ha raggiunto inseguendo propri sogni, superando, senza mai arrendersi, dubbi e difficoltà che pur ha incontrato nel suo percorso personale e professionale. Questo, Gaudio ha raccontato agli studenti con cui si è confrontato lunedì scorso alla Camera di Commercio di Vibo Valentia in un incontro voluto dal presidente dell’Ente Michele Lico, per dare, proprio e soprattutto ai giovani, esempi positivi, speranze, opportunità. 

«Finalmente uno scienziato vero!», così Gaudio è stato salutato dal Segretario Generale dell’Ente Donatella Romeo, prima di iniziare il suo appassionante racconto di “Storie di vita e di Nobel” tra ricordi, impegni presenti e prospettive future, tra scienza e fantascienza, sollecitato dalle domande di Concetta Schiariti, giornalista del Corriere della Sera, e da quelle del pubblico presente in sala.

Quello che è emerso, paradossalmente, è la vita di un ragazzo normale che ha però colto la sua opportunità. Gaudio, 46 anni, sposato, padre di una bimba, si definisce un uomo curioso ma anche inquieto, studia, molto e dorme poco; studi classici a Palmi alternati alla passione per il gioco del pallone; Università a Pisa con l’esperienza dell’Erasmus che lo apre all’internazionalità, e poi il dottorato a Boston, una scelta che segna il suo destino e che lo porta lontano dall’Italia. Ma non si definisce un cervello in fuga, anzi si mostra contrario a questa definizione perché, dice «realizzare i propri sogni non è facile, costa sacrificio, e se l’Italia non offre opportunità non può pensare di trattenere tutte le sue menti migliori, piuttosto, dovrebbe cercare di creare nuove opportunità e crescita creando interconnessione, e quindi rete, con chi è fuori, uscendo dalla dimensione locale e pensando globale». 

Rassicura poi i ragazzi: «Non abbiate paura dei dubbi e delle incertezze, sono cose che appartengono a tutti e che si superano con la conoscenza e con l’esperienza. Quindi studiate, impegnatevi, siate sempre curiosi, costruitevi una coscienza critica per opinioni e scelte consapevoli e soprattutto non abbiate riserve a cogliere tutte le opportunità che vi vengono offerte, anche se vi portano lontano da casa, anche se costano sacrifici. Nella vita nulla è definitivo, anche io sono aperto ai cambiamenti e non escludo, ove mai sia possibile, di tornare in Italia». 

Il suo è un racconto semplice e chiaro, anche quando è chiamato a dare “lezioni di fisica”, anche per le domande precise e circostanziate degli studenti che denotano conoscenza e interesse per la materia. Gaudio parla con entusiasmo e con orgoglio della sua ricerca e della realizzazione dell’antenna Ligo che ha portato alla scoperta delle onde gravitazionali che sintetizza in una deformazione della curvatura dello spazio-tempo provocata a fenomeni violentissimi dell’universo e che si propaga proprio come un’onda nello stagno, di cui ora , appunto, riusciamo a sentire proprio le vibrazioni. E’ questa la grande scoperta, quella che apre a nuove orizzonti di conoscenza anche per supernove, buchi neri e addirittura per il Big bang. Più cauto il suo atteggiamento di fronte alle domande degli studenti che, ovviamente, più che di scienza, prospettavano scenari di fantascienza. Sul suo futuro non ha dubbi, invece: continuerà ad occuparsi di ricerca scientifica, a seguire le sue passioni e i suoi obiettivi per nuovi entusiasmanti traguardi.

A conclusione il Segretario Donatella Romeo ha commentato «Sergio Gaudio ha fatto il suo racconto con la semplicità che solo i grandi sanno avere! Ha saputo essere realista e allo stesso tempo dare fiducia, entusiasmo e visione del futuro. Di questo non avevamo dubbi! Ecco perché abbiamo voluto inserire l’incontro nei programmi di alternanza scuola-lavoro che riteniamo, secondo le intenzioni del presidente Lico e del Consiglio, fondamentali per la formazione dei giovani e lo sviluppo economico ed occupazionale di imprese e territorio». 

 «Siamo grati a Sergio Gaudio – ha detto soddisfatto il presidente Lico- per aver accolto il nostro invito a reso possibile un incontro intenso e cordiale, per aver incoraggiato al gusto della scienza e della conoscenza, all’ottimismo e alla voglia di combattere per realizzare buoni progetti per se stessi e per l’umanità. Un incontro che ha confermato la grandezza di un uomo e di uno scienziato capace, anche da Nobel, a mantenere semplicità e disponibilità al confronto con giovani studenti che hanno dimostrato, da parte loro, di essere veramente all’altezza della situazione, rappresentando la parte migliore ed autentica della nostra comunità e della Calabria che vuole essere protagonista dei migliori cambiamenti».