“Fine vita” e testamento biologico, Mina Welby ne parla a Sant’Onofrio

A distanza di due giorni dall'approvazione definitiva in Senato del relativo progetto di legge,  l'associazione radicale nonviolenta “Abolire la miseria - 19 maggio” organizza un dibattito sulle future prospettive in materia

A distanza di due giorni dall'approvazione definitiva in Senato del relativo progetto di legge,  l'associazione radicale nonviolenta “Abolire la miseria - 19 maggio” organizza un dibattito sulle future prospettive in materia

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La locandina dell'iniziativa
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A distanza di due giorni dall’approvazione definitiva in Senato del progetto di legge sul “fine vita” e il bio-testamento (recentemente approvato col nome “Norme in materia di trattamento informato e dichiarazioni anticipate di trattamento”) l’associazione radicale nonviolenta “Abolire la miseria – 19 maggio”, terrà un dibattito insieme a Mina Welby nel pomeriggio di domani, 16 dicembre alle 16.30, a Sant’Onofrio, per parlare di cosa cambierà con l’entrata in vigore di questa legge e quali sono le prospettive future. 

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Il dibattito sarà anche l’occasione per presentare il libro di Mina Welby con Pino Giannini dal titolo “L’ultimo gesto d’amore” edito da Marotta&Cafiero editori in cui racconta la sua esperienza di vita assieme a Piergiorgio Welby.

«Oltre un decennio fa Piergiorgio Welby mosse le coscienze di tutti gli italiani con una lettera che altro non era se non un accorato appello all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere l’approvazione – anche in Italia – di una legge che consentisse alle persone di autodeterminarsi decidendo quando interrompere trattamenti che ritenesse inumani».

Così si legge nel comunicato di Giuseppe Candido e Rocco Ruffa rispettivamente segretario e tesoriere dell’associazione Abolire la miseria. 

Al dibattito che si terrà nel Centro di aggregazione sociale “Falcone Borsellino” di Sant’Onofrio, interverranno vari esponenti politici, tra cui il consigliere regionale e presidente della III Commissione Sanità del consiglio regionale della Calabria Michele Mirabello, il deputato Brunello Censore e Mina Welby che, oltre a essere co-presidente dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, presiede anche l’associazione di Radicali Calabresi.

«Quella per la legalizzazione dell’eutanasia – prosegue il comunicato – è una battaglia che ha visto in prima linea Marco Pannella, Luca Coscioni e Piergiorgio Welby; grandi leader del Partito Radicale che hanno idealmente lasciato il testimone per portare avanti questa battaglia a Mina Welby che, da leader radicale qual è, ha dato vita ad una battaglia nonviolenta di disobbedienza civile assieme a Marco Cappato dando la possibilità alle persone che lo hanno chiesto in passato e lo chiederanno in futuro di accedere ad una “morte dolce” accompagnando per le stesse persone per quest’ultimo passo in Svizzera; ricordiamo infatti che secondo la legge italiana ancora oggi, nonostante il passo avanti appena compiuto, chi aiuta una persona a porre fine alla propria vita in maniera nonviolenta rischia fino a quindici anni di carcere».