Finanziamenti al Sistema Bibliotecario Vibonese, ha ragione la Regione Calabria

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso ricordando che il Polo di Vibo aveva già ricevuto altri fondi
Il Consiglio di Stato respinge il ricorso ricordando che il Polo di Vibo aveva già ricevuto altri fondi
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Palazzo Santa Chiara, sede Sbv

Respinto dal Consiglio di Stato il ricorso del Sistema Bibliotecario Vibonese contro la Regione Calabria per la riforma della sentenza emessa dal Tar di Catanzaro nel 2016. In particolare, il Sistema Bibliotecario Vibonese aveva impugnato dinanzi al Tar l’avviso pubblico, adottato dalla Regione Calabria con decreto dirigenziale dell’11 novembre 2015, finalizzato all’individuazione ed alla realizzazione di iniziative di interesse regionale a sostegno del sistema bibliotecario regionale, nella parte in cui lo escludeva dalla selezione in quanto già assegnatario, sul medesimo capitolo di bilancio, della somma di 116.488,00 euro.

Con la sentenza del 12 gennaio 2016, il Tar nel respingere il ricorso ha osservato che in tema di concessione di ausili finanziari l’erogazione deve sempre rispondere a referenti oggettivi, definiti precedentemente al singolo provvedimento di concessione, e il sindacato del giudice amministrativo su tali criteri, costituenti espressione di discrezionalità, è circoscritto alle sole ipotesi di macroscopica irragionevolezza e di travisamento del fatto.
Nello specifico, in presenza di una dotazione finanziaria del bando di 283.512,00 euro, non era manifestamente iniquo escludere dal riparto il Sistema Bibliotecario Vibonese che per l’anno in corso aveva già ricevuto, sia pur per un diverso titolo, l’assegnazione di finanziamenti sul medesimo capitolo di bilancio, per un importo pari a quasi la metà dell’intera somma a disposizione, per cui le tesi del ricorrente non potevano trovare accoglimento.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto infondato nel merito il ricorso del Sistema Bibliotecario Vibonese. [Continua dopo la pubblicità]

Con la deliberazione n. 378 del 13 ottobre 2015 la Giunta regionale ha infatti dato conto di procedere per la programmazione annuale, stante la mancata attuazione del Fondo Unico per la Cultura e richiamava per questo le leggi in materia, prima fra tutte la n. 19 del 2009, ed evidenziava il carteggio del Settore Cultura con il Polo di Vibo Valentia di descrizione analitica e dettagliata del fabbisogno finanziario necessario per il suo funzionamento per l’anno 2015; quindi passava all’approvazione del programma per lo stesso anno, nel quale dava da subito atto del quadro normativo vigente, che vedeva iniziative dirette regionali e la partecipazione alla Fiera del Libro di Torino e alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna Childrens Book Fair con stanziamenti dal capitolo specifico, mentre su altro capitolo dovevano gravare le spese annuali di mantenimento del Servizio Bibliotecario Regionale Polo Rca di Vibo Valentia e per il funzionamento del Polo regionale per le politiche pubbliche per la lettura.

Le direttive rimanevano essenzialmente due: la prima, quella dell’erogazione di contributi finalizzati a sostenere il funzionamento delle Biblioteche e dei Sistemi bibliotecari calabresi per un importo complessivo di 283.512,00 euro; la seconda, quella del sostegno al funzionamento del Polo regionale della lettura regionale SBR con sede a Vibo Valentia, che offre servizi all’intero sistema regionale per un importo complessivo di 116.488,00 euro. I criteri di finanziamento erano dunque due, l’uno il finanziamento del Polo bibliotecario regionale con sede a Vibo Valentia, ovverosia il contributo di tipo stativo di mantenimento, l’altro i finanziamenti per le Fiere del libro ed in generale per il sostegno e la diffusione della lettura.

Per il Consiglio di Stato, la legge dichiara i due contributi non cumulabili e quindi “correttamente l’avviso pubblico, impugnato con il ricorso introduttivo dal Sistema Bibliotecario Vibonese, non prevede che quest’ultimo possa concorrere all’attribuzione dei fondi dallo stesso avviso previsti e del tutto corretta è stata l’interpretazione data dal giudice di primo grado, laddove ha rilevato che si trattava di tipologie di contributo del tutto antitetiche. Il Sistema Bibliotecario Vibonese era assistito dall’avvocato Domenico Sorace, la Regione Calabria è stata invece difesa dall’avvocato Franceschina Talarico.

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