Turismo, a Vibo quello culturale non paga (VIDEO)

 Quanto costa non investire sulla cultura. Il complesso museale del capoluogo registra nel 2017 un crollo del 17 per cento dei visitatori

 Quanto costa non investire sulla cultura. Il complesso museale del capoluogo registra nel 2017 un crollo del 17 per cento dei visitatori

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Il Castello Normanno-Svevo sede del Museo
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Il turismo, se viene adeguatamente valorizzato, ripaga, sia in termini economici che di prestigio. Il dato emerge chiaramente dall’ultimo rapporto del ministero per i Beni culturali attività e turismo, relativo all’afflusso di turisti nei luoghi di interesse storico e archeologico della nostra regione. Il 2017 è stato un anno positivo per il settore museale calabrese, con 500mila visitatori e incassi per 922mila euro.  

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A catalizzare la maggior parte degli introiti è stato il Museo Archeologico di Reggio Calabria, che ha fatto registrare un incremento del 2 per cento delle presenze. I Bronzi di Riace rimangono dunque le celebrità archeologiche più visitate. Buoni risultati sono stati raggiunti anche dai musei archeologici di Locri, che hanno fatto totalizzare un aumento del 10 per cento, con un +15 per cento per il sito dell’Antica Kaulon e un incremento del 6,4 per cento dei musei crotonesi. Pessima performance per la Rete museale vibonese, che crolla del 17 per cento

Male anche Sibaritide e Parco Scolacium, che perdono rispettivamente il 9,2 per cento e il 40 per cento dei visitatori. Cifre che dovrebbero far riflettere sulle potenzialità inespresse dei territori, e sullo stato di abbandono nel quale versano veri e propri tesori che hanno resistito al trascorrere dei secoli ma non all’incuria dell’uomo