Giornata della Memoria, il Museo “Capialbi” di Vibo ne celebra la ricorrenza

Nell’occasione la struttura afferente alla Direzione regionale musei presenterà on line due frammenti di anse con “menorah” ebraica, esposti al suo interno
Nell’occasione la struttura afferente alla Direzione regionale musei presenterà on line due frammenti di anse con “menorah” ebraica, esposti al suo interno
Informazione pubblicitaria
Il Castello Normanno-Svevo sede del Museo
Il Castello Normanno-Svevo sede del Museo

Anche il Museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia parteciperà alla “Giornata della Memoria” per le vittime della Shoah, in programma domani 27 gennaio. Nell’occasione, la struttura afferente alla Direzione regionale Musei Calabria ripercorrerà la presenza del popolo ebraico nella città capoluogo di Provincia. E lo farà presentando sulle propria piattaforma mediatica due frammenti di anse di anfore con “menorah” facenti parte delle sue collezioni, appartenenti a recipienti di forma differente, databili tra la prima metà del IV secolo e la fine del VII secolo d.C..

La locandina dell’evento

Il primo è un frammento di ansa a nastro, il secondo di ansa a bastoncello del tipo Keay LII. I due reperti archeologici in terracotta, riportano entrambi un bollo impresso in cartiglio quadrangolare recante la “menorah” ebraica, ossia il candelabro a sette bracci del Tempio Ebraico, che simboleggia i giorni della creazione. Di alto valore scientifico, sono esposti nella vetrina presente al piano inferiore della struttura diretta da Adele Bonofiglio, all’interno del percorso “La città Romana-la fase Tardo Antica il quartiere in località S. Aloe-Storia delle Ricerche”.

Nel 2018, tra l’altro, i due frammenti hanno fatto parte della mostra inaugurale allestita presso il Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah-MEIS di Ferrara. Il rinvenimento di entrambi i reperti archeologici in zona XXV Aprile, nei pressi del quartiere Sant’Aloe, fa ipotizzare che quell’area potesse rappresentare un insediamento ebraico in età tardo-antica.

Lo stesso storico vibonese Vito Capialbi – all’interno della sua opera “Memorie delle tipografie calabresi” attesta l’esistenza nel XV secolo di una numerosa comunità ebraica nella Giudecca di Monteleone, specializzata nel commercio della seta, della tintoria, nella produzione di olio, di frumento e nell’allevamento di bestiame. Riferisce, inoltre, dell’uso corrente della lingua ebraica sul territorio di Vibo Valentia.