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Parlano gli imprenditori alle prese con i danni del maltempo che ha colpito duramente le coltivazioni al coperto. Pregiudicata la produzione di fragole, ortaggi e fiori

Economia e Lavoro

 Non solo alberi sradicati, pali abbattuti e tetti scoperchiati. La tempesta di vento che nelle ultime 24 ore ha flagellato la Calabria ha causato molti danni anche alle aziende agricole, in particolare a quelle che ricorrono alla coltivazione in serra, come accade a Pizzo, nota per la produzione di fragole e fiori. Danni ancora difficili da quantificare, ma che ammontano comunque a centinaia di migliaia di euro. 

Sono una ventina, concentrate principalmente nella zona nord di Pizzo, le imprese che hanno visto le coperture volare via e i pali di sostegno cedere sotto le folate intermittenti e fortissime, che hanno scoperchiato i filari dove sono a dimora le piante. Tra le più colpite c’è l’azienda Tropeano, che produce fragole e ortaggi su circa 20 ettari di terreno e genera un fatturato annuo di 800mila euro. 

Da ieri, il titolare, Massimiliano Di Leo, è al lavoro con i suoi operai per cercare di salvare il salvabile, visto che le previsioni dei prossimi giorni non lasciano ben sperare. «Almeno il 75 per cento delle serre sono state compromesse e ora le colture sono esposte - spiega -. Il vento è stato così forte che ha sollevato la sabbia dal litorale vicino sferzando le piante e rendendo i prodotti non vendibili. È un danno enorme. L’auspicio è che la Regione risponda ai nostri appelli e alle comunicazioni ufficiali che abbiamo fatto, ma stiamo ancora aspettano i risarcimenti per la gelata di anni fa». Disperazione e rassegnazione sono i sentimenti dominanti. Le richieste di aiuto economico partono quasi in automatico, ma i riscontri raramente arrivano. «Ormai le aziende agricole sono in balia della natura - conclude Di Leo -. Un tempo non era così, le istituzioni rispondevano in maniera più efficace. Ma oggi non è cambiato solo il clima, è cambiata anche la politica».

Sulla stessa lunghezza d’onda, Francesco Santacroce, floricoltore che con la ditta Florencia esportata anche in Olanda, dove non è che i fiori manchino. Oltre 50 ettari e un fatturato di 7 milioni di euro, per un’impresa che dà lavoro a circa 120 persone. Anche qui il vento ha fatto grandi danni, non solo scoperchiando le serre, ma anche abbattendo gli steli più alti. Nella concitazione dei primi interventi per riparare in fretta le serre, un operaio è caduto rovinosamente a terra da circa 2 metri e mezzo ed è stato portato via dall’ambulanza. 

Una giornataccia anche nelle aziende ortofrutticole Nicolosi (30 ettari per un fatturato di circa 2 milioni di euro) e Fratelli Giampà (60 ettari e un fatturato annuo di poco sotto i 2 milioni di euro). 

«La Regione deve aiutarci quando siamo colpiti da questi eventi metereologici eccezionali - dice Jessica Nicolosi -. Non possiamo essere lasciati soli, perché siamo la Calabria che lavora e che, purtroppo, non ha la visibilità che meriterebbe».