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Già in mobilità, hanno ricevuto la lettera di esonero nonostante i vizi di procedura sollevati dal Dipartimento regionale lavoro e dal sindacato Filcams Cgil, che ora si appella a prefetto e questore e annuncia: «Impugneremo il provvedimento».

I lavoratori davanti alla Prefettura nel novembre scorso
Economia e Lavoro

La Sicurtransport Spa istituto di vigilanza privata ha licenziato quattordici lavoratori della filiale di Vibo Valentia a seguito della procedura di mobilità comunicata in data 2 luglio 2015. L’azienda ha proceduto al licenziamento, si legge nella comunicazione inviata ai lavoratori, «in ottemperanza al combinato disposto degli art. 4 e 24 della legge 223/91».

Ferma la reazione del sindacato Filcams Cgil di Vibo Valentia, guidato da Fortunato Petrolo, che ricorda come, già in data 18 novembre, il dipartimento Lavoro della Regione Calabria avesse dichiarato viziata la procedura di mobilità perché non rispondente al dettato normativo e, dunque, invitando la società di vigilanza a sanare le irregolarità riscontrate.

Appello, evidentemente, caduto nel vuoto, visto che l’azienda siciliana ha proceduto nel suo intendimento licenziando i lavoratori vibonesi. «Siamo davvero sconcertati - riferisce a tal proposito il sindacato - nel verificare che la società, pur alla presenza di una palese violazione di legge, pure rilevata dal dipartimento Lavoro della Regione, ha proceduto senza indugio al licenziamento di quattordici padri di famiglia, incurante sia delle situazioni in cui andava incontro sul piano delle responsabilità civili e sia delle gravi ripercussioni sociali su ciascun lavoratore ingiustamente licenziato per via di una procedura sbagliata che potrebbe inficiare il riconoscimento dell’indennità di mobilità. Ma la vicenda dei licenziamenti illegittimi si affianca alle molteplici violazioni contrattuali e dei regolamenti che ci vengono segnalate dai lavoratori, anche in ordine alla gestione del personale ed alla programmazione dei turni di lavoro».

Relativamente a quest’ultimo aspetto, Petrolo fa notare che «i servizi di vigilanza vengono svolti con macchine private e non con macchine di proprietà dell’azienda e/o con macchine che hanno il riconoscimento dell’istituto di vigilanza, così come previsto dai regolamenti della Questura; i turni di lavoro non sono predisposti attraverso una giusta ed equa ripartizione del lavoro notturno; è stata soppressa una macchina adibita al trasporto valori con la naturale conseguenza di un aumento dei nastri orari lavoro del personale con oltre undici ore di lavoro giornaliero, contro le otto previste contrattualmente; vengono assegnati doppi turni di lavoro per garantire i servizi di vigilanza; relativamente al trasporto valori, per i servizi di vigilanza svolti su Vibo Valentia vengono utilizzati lavoratori della filiale di Catanzaro; vengono soppressi i turni di riposo settimanali e nello stesso tempo sono pagate centinaia di ore di lavoro straordinario mensile».

Violazioni tali da far parlare il sindacato di situazione «ridicola e scandalosa, nella quale non è più tollerabile che ancora una volta a pagare siano i lavoratori della provincia di Vibo Valentia, un territorio che richiederebbe una maggiore attenzione da parte di tutti, Parti sociali, Enti appaltanti, Istituzioni preposti al controllo e alla verifica dei servizi svolti dagli Istituti di Vigilanza privata».

Da qui la richiesta avanzata «al nuovo prefetto e al questore, di predisporre ogni azione e verifica da quanto da noi segnalato, affinché si riporti il tutto nel rispetto delle normative, dando sicurezza ai lavoratori e ai siti protetti della vigilanza in questa provincia». Infine, l’annuncio che «i licenziamenti verranno impugnati e che verrà posta in essere ogni conseguenziale azione, con la speranza che anche la giustizia faccia il suo corso in tempi brevi».

 

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