giovedì,Aprile 18 2024

Qualità della vita in tutte le province italiane, a Vibo la maglia nera

L’indagine è stata realizzata da Italia Oggi con l'Università La Sapienza di Roma. Nove i parametri analizzati

Qualità della vita in tutte le province italiane, a Vibo la maglia nera
Una veduta di Vibo Valentia

E’ Bolzano la provincia dove si vive meglio in Italia, seguita da Trento e Belluno. Balzo indietro, invece, della capitale: Roma retrocede di 22 posizioni. Male anche Venezia. Stabili Napoli (in terzultima posizione) e Palermo (al 106 posto). Fanalino di coda Vibo Valentia. La provincia altoatesina, come era stato nel 2017, si conferma luogo del miglior vivere. E’ quanto si evince dall’indagine sulla “Qualità della vita nelle province italiane” realizzata da Italia Oggi con l’Università La Sapienza di Roma, giunta alla 20esima edizione. La ricerca fotografa modelli virtuosi, criticità e cambiamenti in atto nelle province e nelle principali aree del Paese. Sono nove le “griglie” dell’analisi: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, con 21 sotto dimensioni e 84 indicatori di base. Dalla quarta alla decima posizione si trovano tutte città che hanno recuperato rispetto all’anno scorso, salvo una, Treviso, che è passata dalla sesta alla nona posizione. Al quarto posto Siena, che ha recuperato sette posizioni (era undicesima), seguita da Pordenone, che passa dalla nona alla quinta, e da Parma, che ha guadagnato una posizione rispetto al 2017 (era settima). In forte ascesa Aosta e Sondrio, rispettivamente al 7/o e 8/o posto, partendo dal 18/o e dal 16/o della passata edizione. Decima Cuneo, che ha guadagnato tre posizioni. Il 2018 è l’anno delle conferme, sia di alcune performance sia di alcune tendenze emerse nelle precedenti indagini: dallo sfumare del contrasto Nord-Sud in termini di buona qualità di vita legata al benessere economico, all’acuirsi del divario fra piccoli centri (in cui si vive meglio) e grandi centri urbani, in cui la vita è invece sempre un po’ più difficoltosa. Tendenzialmente, comunque, nei capoluoghi di regione la qualità della vita è aumentata, salvo che in sette città. Oltre che a Bari e a Firenze, a Catanzaro (dal 92/o al 95/o posto), all’Aquila (dal 68/o al 72/o), a Potenza, che ha perso 20 posizioni (ora è 64esima), arretramento simile a Venezia (al 62/o dal 41/o posto). Come si vive, dunque, in Italia? Nell’insieme, un po’ meglio: nel 2018 sono infatti 59 su 110 le province in cui la qualità della vita è risultata buona o accettabile, rispetto alle 56 del 2016 e del 2017: si tratta del migliore dato registrato negli ultimi cinque anni. Stabile la situazione del Nord Ovest e del Mezzogiorno, in netto miglioramento quella del Nord Est e del Centro (Roma a parte). Le migliori performance sono delle piccole città: ottime le posizioni di Siena, Pordenone, Parma, Aosta, Sondrio, Treviso e Cuneo. Treviso, in particolare, risulta la provincia più sicura d’Italia. Trento, Bolzano e Bologna le realtà più positive per affari e lavoro. Parma, Siena, Trento e Piacenza quelle con la migliore offerta finanziaria e scolastica; Isernia, Pisa, Ancona, Siena e Milano quelle con il più efficiente ‘sistema salute’. Maglia nera a Vibo Valentia, in coda alla classifica in compagnia di Catania, Napoli, Siracusa e Palermo: cinque province ricche di bellezze architettoniche e naturali che tuttavia non riescono a fare il ‘salto di qualità’. Non è la prima volta che Vibo Valentia e la sua provincia si ritrovano all’ultimo posto per la qualità della vita. Una situazione che negli anni è andata peggiorando, nonostante le tante potenzialità del territorio vibonese (dal mare alla montagna) e nonostante la nostra provincia sia stata rappresentata – e continua ad esserlo – ai più alti livelli istituzionali, dal Consiglio regionale alla giunta (in un recente passato anche con tre assessorati affidati ad altrettanti vibonesi) sino al Parlamento (Camera e Senato). Solo colpa della politica?  

 

 

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