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Il sindacato paventa il rischio paralisi per Sanità, Enti locali e Giustizia. Chiesto ai parlamentari calabresi di attivarsi nei confronti del Governo

Economia e Lavoro

Un esodo dalle pubbliche amministrazioni. È lo scenario che Cgil Fp e Cgil Confederale “Area Vasta” Catanzaro, Crotone, Vibo prefigurano in relazione al ricorso massiccio ai pensionamenti favorito da “Quota 100”. «In gioco - spiega il sindacato - c’è la quantità e la qualità dei servizi pubblici e l’esigibilità dei diritti di cittadinanza. La situazione di rischio interessa nella nostra area settori nevralgici della vita democratica, amministrativa e sociale quali la Sanità, gli Enti locali e la Giustizia. Già i dati della Ragioneria generale dello Stato - si argomenta - segnalavano che il personale delle pubbliche amministrazioni locali, in Calabria, è diminuito nell’ultimo triennio della media del 3,2 per cento, per effetto del calo degli addetti in tutti i comparti. Tutto ciò determina una forte ricaduta nell’Area centrale della Regione (quella ricompresa tra le province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia) nella quale risiedono le più importanti amministrazioni pubbliche. Abbiamo la PA meno digitalizzata del Paese, con un’età media troppo alta. Occorre dunque immettere giovani diplomati e laureati per ringiovanire, ammodernare e riqualificare la pubblica amministrazione che, secondo la Cgia di Mestre, è la peggiore d’Italia (190esimo posto) per indice di qualità. Se a questo quadro già desolante aggiungiamo l’imminente fuoruscita degli attuali dipendenti entrati 40 anni fa con la ex 285 e il provvedimento del governo sulla Quota 100, la situazione si fa davvero allarmante. Nonostante questa precaria situazione, vige ancora il blocco del turn over che, se non superato, provocherà un vero collasso soprattutto nella Sanità, e in particolare nelle aziende pubbliche di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. È alla luce di queste considerazioni oggettive - si aggiunge - che Cgil Fp e Cgil Confederale dell’Area Vasta chiedono con forza un Piano straordinario di assunzioni. A questo scopo facciamo appello alle forze parlamentari affinché si adoperino per affrontare in tempi rapidi tale drammatica situazione. Nelle prossime settimane, ci attiveremo per animare una stringente interlocuzione con i vari livelli di governo in modo da sollecitare interventi adeguati in relazioni alle rispettive responsabilità e competenze».

 

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