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L’ente mette a disposizione dei Comuni fondi per inserire prodotti del territorio nei menu: un incentivo alla sana alimentazione e all’economia del territorio. Lanciata anche l'idea di inserire un piatto tipico al mese

Vitaliano Papillo e Franco Barbalace
Economia e Lavoro

Rafforzare la presenza del modello “Dieta Mediterranea” nei contesti locali, mediante la valorizzazione degli aspetti nutrizionali, salutistici e culturali e la loro trasmissione alle future generazioni direttamente nelle scuole del territorio. Parte un’altra idea progettuale del Gal “Terre Vibonesi” che sta programmando per l’apertura del prossimo anno scolastico un progetto finalizzato e finanziato ai Comuni che intendano inserire nelle mense scolastiche requisiti “bio” e prodotti della piramide alimentare “mediterranea”, per favorire, oltre all’aspetto salutistico sui bambini, la produzione locale dei prodotti consumati e la creazione di filiere corte di nuova economia per la fornitura delle mense. Con “Mangia Sano, mangia Mediterraneo. A scuola di Dieta Mediterranea”, si intende coinvolgere, quindi, oltre i Comuni e le istituzioni scolastiche, anche l’Asp e gli enti di promozione e studio come l’Accademia Internazionale della Dieta Mediterranea Italiana di riferimento di Nicotera.

A sottolineare le finalità del progetto è l’amministratore delegato dell’ente territoriale, Franco Barbalace, che seguirà l’iniziativa progettata per conto del Cda guidato dal presidente Vitaliano Papillo: «Il progetto fa parte di una programmazione più ampia sulla dieta mediterranea, che a breve presenteremo - sottolinea Barbalace -. Intanto, l’intento è quello di cambiare l’approccio con le mense scolastiche, che devono essere un’opportunità per il benessere dei bambini e dei ragazzi, ma anche per creare nuova economia sul territorio con vantaggi per tutta la comunità. Oggi le mense scolastiche costituiscono una “criticità” per il Comune e le famiglie. Per i primi il costo del servizio è sempre più difficile da sostenere senza ricorrere all’aumento della spesa, mentre le famiglie a fronte di una spesa centellinata, potrebbero avere dubbi sulla qualità e provenienza del cibo che viene dato ai loro figli. Le mense scolastiche, quindi, devono diventare il terminale di una produzione locale di cibi sani, di provenienza e qualità certa, facendo in modo che i soldi spesi dal Comune e dalle famiglie rimangano nel territorio, contribuendo così a sostenere l’agricoltura e la filiera alimentare locale. L’intento del Gal “Terre Vibonesi” è anche quello di certificare i fornitori di prodotti agricoli e alimentari a km 0 e biologici ad un prezzo sostenibile, mediante incentivi che renderanno questo tipo di contratto conveniente anche per i fornitori stessi. «A partire da questa iniziativa - conclude Barbalace - con il progetto in itinere, si intende altresì avviare nelle scuole percorsi didattici sui temi collegati all’educazione alimentare. Altra idea potrebbe essere quella di prevedere l’inserimento periodico (una volta al mese), di un piatto della tradizione locale per favorire la conoscenza e la cultura della propria terra».

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