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Il neo presidente della sezione che riunisce gli operatori turistici vibonesi si dice pronto ad aggredire le criticità del settore: «L'esempio è la Puglia, ma la politica deve fare la sua parte»

Gianfranco Comito, neo presidente Confindustria Turismo Vibo
Economia e Lavoro

Sono state presentate questa mattina in conferenza stampa le nuove linee politiche e programmatiche della Sezione Turismo di Confindustria Vibo Valentia per il quadriennio 2019/2023. Ad esplicitarle, nella sala riunioni dell’associazione degli industriali, è stato il nuovo presidente di sezione Gianfranco Comito che succede a Gianni Imparato. Rapporti con le istituzioni locali e regionali, carenze infrastrutturali e di servizi con le quali si scontra il territorio ma anche la necessità di pianificare e concertare gli interventi per rilanciare il settore in un territorio naturalmente vocato all’accoglienza. «Abbiamo una provincia ad alta vocazione turistica - ha detto Comito - che però non riesce a collegare il mare alla montagna, non collega i beni archeologici alle altre attrattive che di interessante abbiamo sul territorio, non ultimi i prodotti tipici. Queste sono le principali criticità per risolvere le quali noi da oggi iniziamo un quadriennio di intenso lavoro» ha aggiunto. Rimarcata anche la mancanza di un interlocutore designato a livello regionale. «L’assenza di un assessore al Turismo - ha spiegato Comito - è un handicap: non avere un referente regionale che possa veicolare quelle politiche necessarie per dare effettività all’offerta turistica è un serio limite. Basta guardare, in tal senso, all’esempio della Puglia dove una buona politica, a prescindere dal colore di appartenenza, è riuscita a coniugare negli ultimi 10 anni un’attenzione mirata al territorio che ha consentito a quella regione di raggiungere livelli eccellenti di accoglienza». Sul fronte interno agli operatori di settore, l’imperativo è fare squadra. «Stiamo aggregandoci sempre più - ha riferito Comito -, la prima riunione di una settimana fa ha visto una nutrita partecipazione di operatori che hanno gridato il loro disagio. Una volta che Confindustria riuscirà ad assurgere al ruolo che le compete di sensibilizzazione delle istituzioni e del sistema turismo, io credo che nessun imprenditore si tirerà indietro». 

Lacnews24.it
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