Commercio in affanno a Vibo, Catania: «Il corso si sta desertificando» (VIDEO)

Inascoltato l’appello del presidente della Confcommercio al Comune per avviare «una seria programmazione che vada incontro alle esigenze della categoria»

Inascoltato l’appello del presidente della Confcommercio al Comune per avviare «una seria programmazione che vada incontro alle esigenze della categoria»

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Corso Vittorio Emanuele III a Vibo
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Un appello caduto nel vuoto quello che il presidente della Confcommercio di Vibo Valentia Michele Catania ha rivolto  all’amministrazione comunale. «Sedersi attorno a un tavolo per affrontare i problemi che attanagliano il settore del commercio», non sembra essere una priorità per l’amministrazione Costa. Eppure la situazione che si registra lungo corso Vittorio Emanuele III, è drammatica. Nell’ultimo decennio nella principale via dello shopping vibonese, ha chiuso il 30 per cento delle attività commerciali e sono andati persi centinaia di posti di lavoro. Non si contano le saracinesche abbassate e i cartelli “affittasi” o “cedesi attività”. Il periodo dei saldi è terminato da un pezzo, ma a vedere le vetrine ci si rende conto che molti commercianti, per far quadrare i conti, adottano vendite promozionali con sconti che arrivano fino al 70 per cento. Non è solo colpa della crisi. Per Michele Catania manca una seria programmazione che vada incontro alle esigenze della categoria. E poi si domanda che fine ha fatto il progetto di “rigenerazione urbana” per la realizzazione del quale fu stipulato a suo tempo un protocollo d’intesa.

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E se la situazione di dissesto al Comune di Vibo non permette di mettere in campo una tassazione ridotta, si potrebbe almeno intervenire sugli affitti. «Troppo alti – sostiene Catania – per un corso che si sta desertificando». Nell’immediato qualche commerciante propone di aprire il corso al transito delle auto almeno durante la mattina. Un’idea che però, non convince tutti. In attesa di un cenno da parte dell’amministrazione comunale, non resta che rivolgersi alla Regione: «La Calabria – conclude Catania – ha  bisogno di un assessore al Turismo, come motore di crescita e sviluppo in grado di abbracciare tutti i settori produttivi. Solo così si potrà invertire la rotta per ridare ossigeno al commercio».