Dal porto di Vibo Marina all’Algeria, partenza per il mercantile “Da Yu Xia”

La nave da 21mila tonnellate di stazza batte bandiera di Hong Kong ed ha effettuato l’imbarco di importanti macchinari realizzati nello stabilimento “Ge Oil & Gas – Nuovo Pignone” di Portosalvo

La nave da 21mila tonnellate di stazza batte bandiera di Hong Kong ed ha effettuato l’imbarco di importanti macchinari realizzati nello stabilimento “Ge Oil & Gas – Nuovo Pignone” di Portosalvo

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Sta per salpare dal porto di Vibo Marina, diretta in Algeria, la nave mercantile “Da Yu Xia” di circa 21.000 tonnellate di stazza, battente bandiera di Hong Kong. Lunga circa 170 metri, attraccata alla banchina commerciale “Bengasi” dello scalo, ha effettuato l’imbarco di importanti macchinari costruiti dallo stabilimento metalmeccanico “Ge Oil & Gas – Nuovo Pignone” di Portosalvo che da anni invia in tutto il mondo grandi impianti di raffreddamento e di compressione. Si tratta di una consistente commessa che ha comportato operazioni d’imbarco durate circa una settimana; apparecchiature “made in Calabria” che saranno sbarcate nel porto di Arzew per poi proseguire verso i nuovi impianti di gas naturale posti dell’entroterra della provincia di Orano. Anche in questa occasione, lo scalo di Vibo Marina dimostra le tante potenzialità legate alla buona progettazione borbonica, la posizione strategica per gli scambi con i vicini paesi del Mediterraneo, la naturale polifunzionalità, la lunga storia dei servizi portuali e dell’indotto. Mette ancora in evidenza le realtà del retroporto con le aziende del Polo metalmeccanico vibonese che riescono ancora a realizzare – non senza difficoltà e talora senza dovuti supporti – lavori competitivi nel difficile in un mercato internazionale e trovano indispensabile l’infrastruttura portuale; il valore di una tradizione locale di ingegneri e tecnici della carpenteria metallica, ma anche di scuole impegnate nella formazione che ci si augura possano perseverare in questi settori magari aprendo sezioni staccate in Vibo Marina. Uno scalo nazionale che, secondo la Proloco, è “utile per l’export di prodotti calabresi, ma anche nel principale attuale ruolo di “porto energetico” per l’arrivo e distribuzione dei carburanti in Calabria, che dovrebbe essere tenuto in maggiore continua considerazione dalla politica e dalle amministrazioni competenti (Autorità portuale, Ministero infrastrutture- trasporti, Regione, Enti locali); più adeguatamente inserito nei piani della portualità e della logistica, nelle linee di collegamento marittimo nel Mediterraneo e per le Eolie, ma anche nel mantenere e migliorare la sua funzionalità, da cui dipende buona parte delle possibilità di sviluppo dell’intera provincia”. Tra l’altro, da tempo la Proloco sollecita il dragaggio dell’imboccatura del porto, da circa trent’anni non effettuato. “Ciò anche al fine di riprendere l’accesso al porto di navi con maggior pescaggio, tra cui ai grandi cargo necessari per l’imbarco dei macchinari costruiti dalle industrie meccaniche, evitando certamente l’incomprensibile imbarco in altri porti più lontani. Dragaggio – conclude la Proloco vibonese – anche utile per riattivare, come un tempo, l’arrivo delle petroliere a pieno carico; non a carico ridotto come avviene attualmente e che comporta maggior spese per le società e minor introiti di quote accise alla Calabria per carburanti giunti da altri porti fuori regione”.

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