domenica,Giugno 20 2021

“Mai più sfruttamento stagionale”, a Tropea la prima tappa della campagna di Usb

La battaglia del sindacato a favore dei lavoratori del settore turistico andrà avanti tutta l'estate e toccherà le principali località costiere calabresi

“Mai più sfruttamento stagionale”, a Tropea la prima tappa della campagna di Usb
Jiritano, Cortese e Bartoluzzi - rappresentanti di Usb Calabria

Si è tenuto a Tropea il primo appuntamento di “Mai più sfruttamento stagionale”, la battaglia portata avanti dalla sezione di Vibo dell’Unione sindacale di base per i lavoratori stagionali del turismo. Una campagna che continuerà per tutta l’estate e toccherà le più importanti località della costa calabrese. [Continua in basso]

«Usb reclama diritti, salari e dignità per una categoria “astratta” – si legge in una nota – rivendicando l’applicazione del CCNL “Pubblici esercizi, ristorazione e turismo” a tutti i lavoratori del settore. Seppure questo contratto abbia molte criticità, può diventare la base di trattamento da applicare a tutti i lavoratori del settore evitando la frammentazione in contratti pirata, aziendali o territoriali.

Noi dell’Unione sindacale di base riteniamo necessaria l’urgenza di innalzare i salari, attraverso un salario minimo tabellare di almeno 9 euro l’ora per tutti i lavoratori e alzare le retribuzioni dei livelli successivi. Incalzare la lotta al lavoro nero e “grigio” facendo cessare la pratica del pagamento in nero o “fuori busta”. Pretendere giustamente i turni di riposo e giorno libero. Nessuna riduzione del salario in cambio di vitto e alloggio con un vergognoso “scambio al ribasso”. Evitare il demansionamento e sotto-inquadramento oltre ad evitare l’applicazione di contratti di settori diversi in quanto sfavorevole per i lavoratori stagionali del turismo. Stoppare la prassi di tirocini, stage, alternanza scuola-lavoro etc etc. Queste forme di lavoro vanno riconosciute, tutelate e retribuite per quello che sono! Questi sono i punti su cui vogliamo dare battaglia in tutti i litorali costieri e nelle tante località turistiche sparse lungo le coste: saranno la base della nostra attività di protesta e sensibilizzazione, delle trattative con datori, consorzi e se serve – è la conclusione – con le amministrazioni comunali, che spesso sono profondamente coinvolte».

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