martedì,Luglio 27 2021

Regione, Luigi Tassone: «Troppo caldo, fermare il lavoro dalle ore 12 alle 16»

Il consigliere regionale del Partito democratico, sulla scorta di recenti fatti di cronaca, lancia la sua proposta per coloro che prestano la loro attività sotto il sole cocente e che corrono gravi rischi per la salute

Regione, Luigi Tassone: «Troppo caldo, fermare il lavoro dalle ore 12 alle 16»
Luigi Tassone, consigliere regionale del Partito democratico

«Ritengo sia un atto doveroso, oltre che un gesto di civiltà, sospendere le attività lavorativa nelle ore centrali della giornata per coloro che operano in condizioni climatiche e di fatica particolari, anche per impedire tragici eventi, cui purtroppo abbiamo assistito, che generano immenso dolore e disperazione». Il consigliere regionale del Partito democratico Luigi Tassone, sulla scorta di recenti fatti di cronaca, lancia la proposta di fermare il lavoro fra le ore 12 e le ore 16, nella stagione estiva, per coloro che prestano la loro attività sotto il sole cocente e che corrono gravi rischi per la salute.
«La mia storia personale, che si richiama ai più nobili valori della sinistra – spiega in merito Tassone – mi impone di mettere in campo le azioni politiche più idonee a sostegno dei più deboli e indifesi, spesso sottoposti a sforzi massacranti senza la reale possibilità di opporsi ai dettami della parte più forte. Bene ha fatto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a emettere un’ordinanza per impedire un’esposizione prolungata al sole dei lavoratori, e bene ha fatto la Cgil a prendere una posizione decisa per segnalare i rischi dei lavoratori costretti ad esporsi agli effetti nefasti di temperature elevate, talvolta senza opportunità di rinfrescarsi, e a proporre l’intervento delle Prefetture. Giova ricordare  – aggiunge il consigliere dem – che la sicurezza sul lavoro deve essere sempre garantita, anche utilizzando le vie offerte dalla normativa esistente come la riprogrammazione e la rotazione dei turni. È indispensabile battersi senza se e senza ma – conclude Tassone – per far sì che i sacrosanti diritti dei lavoratori siano rispettati e che uomini e donne possano avere un’esistenza davvero libera e dignitosa».

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