Comune di Vibo, l’allarme della Cisal: «60 dipendenti in pensione da gennaio»

Si tratta di un terzo dell’organico già alle prese con gravi carenze organizzative. «Qui - denuncia Nusdeo - manca anche la carta per le stampanti» 

Si tratta di un terzo dell’organico già alle prese con gravi carenze organizzative. «Qui - denuncia Nusdeo - manca anche la carta per le stampanti» 

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«Stanchi. Stanchi di rivendicare diritti negati, stanchi di protestare. Al Comune di Vibo Valentia, da parte del personale rimasto in servizio, sembra non esserci più neanche la voglia di far capire che riflettere su una situazione che sta per precipitare, non è più cosa rinviabile. Perché ogni tentativo sinora è caduto nel vuoto. Ogni questione posta, ogni giusta rivendicazione ha trovato e trova anche oggi come riscontro solo promesse non mantenute; e mentre i mesi e gli anni passano, ora si corre il serio rischio che l’Ente più vicino ai cittadini subisca un’ulteriore involuzione verticale nel rendere servizi ai residenti. Perché questa è la prima preoccupazione di chi è ancora in servizio in questo Municipio e si trova addirittura in difficoltà a reperire la carta per stampare una qualsiasi comunicazione o un qualunque atto». È quanto denuncia in una nota l’esponente della Rsu del sindacato Cisal al Comune di Vibo Valentia, Antonello Nusdeo rilevando i problemi «tanti e di difficile soluzione», frutto a suo avviso di «15 anni in cui non ci si è resi conto che investire sul personale e su una seria organizzazione della dotazione organica, avrebbe consentito di limitare i danni». 

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È lo stesso Nusdeo a segnalare inoltre come «gli istituti contrattuali 2016, 2017 e 2018, appaiono come una chimera mentre l’esigenza di “progettare” una più consona revisione della struttura resta il sogno di tutti. Perché è inspiegabilmente mentalità diffusa (o semplicemente impertinenza) che premiare il merito o considerare che chi è rimasto o rimarrà in servizio spesso svolge mansioni superiori, per l’inevitabile surroga di chi è andato in pensione. Roba dell’altro mondo! Come se il Ccnl per gli enti locali non prevedesse che per periodi transitori è possibile farlo eccome. Ma qui i dirigenti spesso si dimostrano “insensibili” e poco inclini ad assumersi le loro vere responsabilità. Ma la questione più seria adesso consta nel dato di fatto che alla luce dei provvedimenti legislativi varati dal nuovo Governo nazionale, una sessantina di dipendenti che possiedono i requisiti potrebbero andare in pensione già a gennaio del 2019. Si tratterebbe di circa 1/3 dei dipendenti che non presterebbe più servizio facendo ricadere l’amministrazione attiva in una situazione davvero difficile. Allora, l’appello all’assessore al Personale, lapidario e inevitabile: “Sveglia!”».