Cipolla di Tropea, il Consorzio di tutela chiarisce: «Nessun rischio per la produzione»

L’associazione prende posizione in merito a un recente articolo nel quale un imprenditore del settore lanciava l’allarme: «Notizie pretestuose e prive di fondamento»

L’associazione prende posizione in merito a un recente articolo nel quale un imprenditore del settore lanciava l’allarme: «Notizie pretestuose e prive di fondamento»

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«Un’accozzaglia di notizie pretestuose e prive di fondamento». È questo il giudizio espresso dal Consorzio di tutela della cipolla rossa di Tropea Calabria IGP nei confronti di un recente articolo «riportato in data odierna, senza arte e né parte, da una testata online di settore», nel quale si denunciava il rischio di scomparsa della produzione del bulbo nel comune di Tropea «poiché i prezzi pagati agli agricoltori non garantiscono nemmeno la copertura dei costi dovuti alla raccolta manuale». A evidenziare il fatto nell’articolo in questione era stato Francesco Melograna, imprenditore del settore, secondo il quale «a Tropea la produzione di cipolla rossa, purtroppo, è stata penalizzata dal contestuale sviluppo dell’Igp in altre zone di produzione. La conformazione del nostro territorio e la tenacità dei nostri terreni (non sabbiosi) non ci permettono di fare raccolte meccanizzate, con le quali potremmo riuscire ad abbattere le spese». E ancora: «La coltivazione di un ettaro ci arriva a costare, in media, circa 10mila euro, il triplo rispetto a quello che si può pagare in aree pianeggianti della Calabria, dove la produzione si porta avanti per tutto l’anno anche tramite l’adozione di serre. Si tratta di un costo troppo alto rispetto ai prezzi che oggi ci riconosce il mercato italiano». Il Consorzio ha così deciso di dissociarsi da quanto riportato nell’articolo: «Parlare di estinzione di questo prodotto è fuorviante e falso, non a caso nell’ultimo decennio si è registrata un’escalation produttiva senza eguali, con una lievitazione esponenziale di tutte le categorie di filiera: sia produttori che confezionatori, nonché un crescente apprezzamento e attaccamento al prodotto di una miriade di consumatori. Fare impresa oggi – prosegue il Consorzio – richiede doti organizzative non indifferenti, diverse aziende, in primis nel comprensorio vibonese, grazie a tali capacità sono riuscite a migliorare sia lo standard qualitativo del prodotto che il packaging dello stesso, destinando capitali anche nell’e-commerce con rapidi ritorni di investimento, conquistando importanti fette di mercato e nuovi target di consumo. Non è assolutamente giustificabile pertanto ignorare questi straordinari risultati considerando per buona l’opinione di un singolo senza monitorare il parere degli altri addetti al settore equamente distribuiti lungo la fascia medio alta tirrenica calabrese! Il Consorzio di tutela – conclude la nota – pertanto non intende dare spazio e credito a chiunque mira a mettere in discussione così eclatanti ed eccezionali successi, sia imprenditoriali che di mercato». 

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