Italcementi, lo Slai Cobas incalza la politica: dica cosa intende fare col sito

Piperno: «L'azienda detiene ancora il controllo delle cave e impedisce lo sviluppo di altre realtà imprenditoriali»

Piperno: «L'azienda detiene ancora il controllo delle cave e impedisce lo sviluppo di altre realtà imprenditoriali»

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Lo stabilimento dell'Italcementi a Vibo Marina
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Un «gigante che dorme in riva al mare», e col quale bisognerà fare i conti. Perché capire cosa si vuole fare col sito dell’Italcementi e tutto ciò che ne deriva significa comprendere quale direzione la politica intende imboccare per rilanciare un minimo del tessuto produttivo della zona. È questo il convincimento dello Slai Cobas di Vibo Valentia, che in una lunga nota stampa sollecita la politica di tutti gli schieramenti a prendere posizione ed a confrontarsi su un nodo, quello del lavoro, quanto mai pressante in questo territorio. 

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«Circa dieci anni fa – ricorda Nazzareno Piperno -, complice anche una crisi edilizia da cui ancora oggi si stenta ad uscire, l’Italcementi decise di chiudere i battenti a Vibo Marina, lasciando, quale cattedrale nel deserto, solo lo scheletro del proprio impianto che ancora campeggia silenzioso e ne caratterizza il paesaggio». A Vibo Marina ma non in altre realtà calabresi come Siderno, dove «continua ad esercitare una inspiegabile (per noi) attività di controllo mandando puntualmente ogni mese un proprio funzionario in quel di Siderno a vigilare…». Si torna quindi alla politica vibonese, alle prese fra pochi mesi con le elezioni amministrative. «Forse è arrivato il momento – incalza il sindacato – che la politica si ponga qualche domanda e cerchi delle risposte… Deve avere il coraggio di inserire nel proprio programma quale priorità il futuro di questo sito, per tentare di capire almeno quali sono le intenzioni di un’azienda che ha lasciato il territorio ma solo da un punto di vista produttivo continuando a mantenervi, tramite le sue imponenti proprietà, un saldo controllo, ed impedendo in tal modo la possibilità stessa del realizzarsi di insediamenti produttivi da parte di altre realtà imprenditoriali, destinate inevitabilmente a scontrarsi con chi detiene, l’Italcementi appunto, il pressoché assoluto controllo dei siti minerari a cominciare dalle cave di Briatico, Cessaniti, Stefanaconi e San Calogero solo per citarne alcune; siti che tale azienda continua in gran parte a controllare dopo aver trivellato per anni ovunque e conoscendo quindi con esattezza posizione, estensione e qualità di ogni giacimento esistente in Calabria. Se ciò non avverrà, se la politica continuerà a disinteressarsi di questo come di altri problemi, allora – conclude Piperno – vorrà dire che il futuro non c’è e a decretarlo, prima che un’azienda del Nord, saremo stati noi stessi, perché senza lavoro e senza sviluppo il futuro è solo una parola».

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