Isolamento dell’entroterra vibonese, la Cgil: «Lavoriamo per il rilancio»

Battista Platì, componente della segreteria Area Vasta, denuncia le condizioni della viabilità, lo spopolamento e l’abbandono dei centri interni annunciando l’iniziativa del 6 aprile a Nardodipace

Battista Platì, componente della segreteria Area Vasta, denuncia le condizioni della viabilità, lo spopolamento e l’abbandono dei centri interni annunciando l’iniziativa del 6 aprile a Nardodipace

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Un tratto della Serra-Mongiana (Repertorio)
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«Percorrere il tragitto che da Mongiana porta a Serra San Bruno è diventato ormai una impresa piena di rischi e pericoli. Quella via, infatti non può essere più considerata una strada, ma un percorso ad ostacoli pieno di crateri, segnali stradali divelti, vegetazione che invade la carreggiata ed altro ancora, che mette in pericolo chi, quotidianamente, la percorre. Purtroppo, però, non è solo un caso isolato. Esiste un generale stato di abbandono e degrado che comprende molto più ampiamente le zone interne del Vibonese». A riferirlo in una nota è Battista Platì, componente della segreteria Cgil dell’Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo. Al centro dell’intervento l’annosa questione delle condizioni della viabilità nelle aree dell’entroterra vibonese. «Parliamo infatti – spiega Platì – di criticità che riguardano difficoltà quotidiane, che partono dai servizi di base, passando per la mobilità con il collegamento di strade degradate seppur percorse giornalmente da residenti, studenti e lavoratori, e che arrivano a toccare anche il diritto alla salute, all’istruzione, fino ad un più complessivo sviluppo locale. Come sindacato di categoria della Flai-Cgil, unitamente a tutta la nostra organizzazione sindacale della Cgil, non possiamo che denunciare quanto sta accadendo, in piena violazione dei diritti dei cittadini, richiamando alle proprie responsabilità anche quei livelli istituzionali che, per competenza e obbligo, sarebbero, in tutti questi anni, dovuti intervenire per ripristinare, o meglio invertire, un corso di inesorabile annientamento di realtà ricche per storia, tradizioni e potenzialità». 

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Il sindacato intende svolgere un ruolo. «Per quanto ci riguarda – afferma Platì – continueremo a denunciare lo stato delle cose, chiamando in causa anche le istituzioni locali. Ma non fermeremo qui le nostre iniziative: la nostra proposta è quella di ridare attenzione ad una porzione importante del territorio vibonese, valorizzando al massimo le sue peculiarità per riattivare la sua crescita sociale, economica e culturale, anche attraverso una nuova strategia di sviluppo, di messa in sicurezza del rischio idrogeologico, alla salvaguardia dei centri storici, alla riqualificazione urbana e delle infrastrutture stradali, fino all’insediamento di nuove attività produttive, con l’obiettivo comune di promuovere e realizzare attraverso gli strumenti e le risorse disponibili un vero piano straordinario per il lavoro favorendo così la permanenza dei giovani e delle famiglie nel territorio. Un piano, questo – aggiunge Platì -, già avviato con il contributo di Cisl e Uil ed i sindaci di Nardodipace e Fabrizia, nell’ambito di una visione programmatica che ha come obiettivo prioritario quello della difesa delle “Zone Interne” del Vibonese. Ed a questo progetto daremo ancor più concretezza, con l’iniziativa programmata per il prossimo 6 aprile proprio a Nardodipace, luogo dal quale apriremo un confronto diretto, considerando appunto i tutti quei fattori critici come il lento spopolamento, la viabilità disastrata, lo stato di abbandono e degrado, e dal quale, siamo certi, si potrà avviare un nuovo percorso di riscatto e rilancio delle aree interne».