Turismo, la proposta di legge Greco non convince gli albergatori vibonesi

L’Associazione provinciale di rappresentanza muove le sue osservazioni al progetto di “Riordino dell’organizzazione turistica regionale” smontandone alcuni passaggi

L’Associazione provinciale di rappresentanza muove le sue osservazioni al progetto di “Riordino dell’organizzazione turistica regionale” smontandone alcuni passaggi

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«Abbiamo letto con grande interesse la proposta di legge di Orlandino Greco recante “Riordino dell’organizzazione turistica regionale”. In particolare, apprezziamo la sua idea di istituire un organo preposto per le operazioni di marketing strategico della Calabria. Un organo che possa, professionalmente ed integralmente, analizzare nel suo complesso il fenomeno turistico regionale ed elaborare, allo stesso tempo, azioni strategiche di marketing e comunicazione, e raccomandazioni per investimenti strategici in infrastrutture e trasporti». È quanto dichiara in una nota Luca Giuliano, presidente dell’Associazione albergatori Vibo Valentia in relazione all’iniziativa assunta dal consigliere regionale Orlandino Greco per il rilancio del settore turistico regionale. «Un’agenzia di questo tipo – afferma Giuliano – è assolutamente fondamentale al fine di mettere in campo azioni di marketing e comunicazione che abbiano un’effettiva valenza nella promozione della nostra regione e, soprattutto, che vengano fatte seguendo una precisa linea studiata da validi professionisti e che non sia, invece, frutto di intuizioni casuali, spesso non corrette, di funzionari del nostro dipartimento del turismo. La programmazione strategica – prosegue la nota dell’associazione albergatori – sta alla base della buona riuscita di ogni progetto; il lavoro che, come giovani albergatori, facciamo quotidianamente sui noi stessi e nelle nostre aziende va proprio in questo senso. L’improvvisazione e la mancanza di progettualità di medio-lungo periodo sono le due cause, a nostro avviso, che sia nel pubblico che nel privato hanno frenato la crescita del comparto turistico della nostra Regione».

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Gli albergatori, tuttavia, sollevano delle criticità e avanzano delle proposte «in un’ottica di massima collaborazione», sottolineando due punti che a loro parere «rendono la proposta di legge inefficace e non tengono in considerazione le recenti variazioni normative approvate dal consiglio regionale». Si riferiscono in particolare all’attenzione verso i distretti turistici e al funzionamento dell’Agenzia. «La proposta dell’onorevole Greco – argomentano rispetto al primo punto -, quando si riferisce agli enti, pubblici e privati, che debbono essere consultati al fine di redigere il piano marketing e le misure da implementare non cita i “distretti turistici”. La legge che ne regola la nascita ed il funzionamento ha un carattere assolutamente rivoluzionario e gli stessi potrebbero diventare uno strumento organizzativo che ha il potenziale di ribaltare la gestione del fenomeno turistico nella nostra regione. Non metterli tra i principali interlocutori dell’eventuale agenzia per il Marketing regionale sarebbe uno sbaglio gravissimo. Anzi, a nostro parare, dovrebbero diventare i maggiori referenti di tale agenzia che potrebbe porsi come ente coordinatore degli stessi in campo promozionale. Ci permettiamo di consigliare a tal proposito un confronto tra lei e l’onorevole Mirabello, fautore della legge sui “Distretti”. Inoltre, leggiamo con sorpresa che cita come ente interlocutore per eccellenza gli Stl. Si tratta di enti che in Calabria non hanno mai funzionato e, anzi, sono stati spesso all’origine di fenomeni clientelari vergognosi e sperpero di denaro pubblico. A tal proposito chiediamo che vengano rimossi come enti interlocutori. Sarebbe un segno di grande coraggio ed onestà intellettuale da parte dell’onorevole Greco».

In relazione, poi, al funzionamento dell’agenzia e alla sua governance, l’associazione degli albergatori vibonesi suggerisce la «creazione di un consiglio d’amministrazione dell’Agenzia che abbia componente pubblico e privata; il presidente deve essere espressione del mondo privato in maniera da evitare instabilità derivante dal cambio di giunte; membri del Cda devono rappresentare la Regione, le associazioni di categoria di una certa grandezza in termine territoriali e di iscritti, i comuni, gli enti locali (ad esempio i Gal); il Cda nomina il direttore esecutivo». Suggerimenti anche per ciò che riguarda gli organi dell’Agenzia: «il direttore esecutivo rimane in carica tre anni. In caso di non raggiungimento degli obiettivi annuali può essere rimosso dal Cda ed illustra le necessità di risorse umane necessarie per il funzionamento dell’agenzia. La stessa procede ad analisi di vario tipo (trends di mercato, offerta turistica regionale), predispone piani strategici di marketing e comunicazione triennali ed azioni da sviluppare annualmente. Il Piano marketing triennale viene presentato in giunta a settembre precedente il triennio. Il budget annuale necessario alle azioni marketing e comunicazione viene presentato all’assessore al turismo entro e non oltre agosto dell’anno precedente in maniera da essere inserito nel budget annuale regionale. La selezione dei dipendenti deve essere avallata dal Cda». Ancora sul finanziamento: «l’Agenzia è partecipata totalmente dalla Regione Calabria».

In sostanza, per l’associazione, «è inutile istituire tale Agenzia se poi gli attori rimangono gli stessi che fino ad ora hanno operato. Ci rendiamo assolutamente disponibili per un approfondimento dei temi da noi sottolineati e rimaniamo a sua totale disposizione per ragionare assieme sul come far diventare la sua eccezionale intuizione uno strumento legislativo efficace e rivoluzionario per la nostra regione. Come associazione abbiamo la necessità di individuare partner politici capaci e moralmente liberi che abbiamo a cuore il bene della loro regione e che abbiamo la giusta ambizione per poter cambiare e migliorare lo stato delle cose. I consiglieri regionali come politici e noi come albergatori ed imprenditori abbiamo un’enorme responsabilità verso i nostri conterranei che non aspettano altro che una forte, pulita, ed innovativa classe dirigente che li porti fuori dal torpore e dalla negatività che troppo spesso ci pervade». In conclusione, per Luca Giuliano, «è ora di mettere da parte inutili personalismi e lavorare seriamente assieme a progetti che cambino radicalmente il volto della nostra terra».

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