Erasmus+, i “Neet” europei si ritrovano a Ricadi

Trentasei ragazzi tra i 16 e i 24 anni, studenti, disoccupati e inoccupati, hanno preso parte ad uno scambio internazionale sul tema del lavoro in Europa

Trentasei ragazzi tra i 16 e i 24 anni, studenti, disoccupati e inoccupati, hanno preso parte ad uno scambio internazionale sul tema del lavoro in Europa

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I partecipanti al progetto europeo
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È perfettamente riuscito lo scambio giovanile sul tema della disoccupazione in Europa, tenutosi nei giorni scorsi in un noto hotel di Ricadi. L’iniziativa, dal titolo “I giovani contro la disoccupazione”, ha coinvolto 36 ragazzi “Neet”, disoccupati, inoccupati e studenti tra i 16 e i 24 anni, provenienti da Belgio, Grecia, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Duplice lo scopo del progetto: esplorare la situazione attuale dei giovani senza lavoro residenti in Europa ed esaminare possibili soluzioni per promuovere l’occupazione usando il metodo non formale. Lo scambio internazionale è stato promosso dai giovani “Viandanti”, in partenariato con l’Agenzia nazionale giovani ed è stato realizzato grazie al finanziamento del programma Erasmus+. «Attraverso questo progetto – afferma al riguardo il rappresentante dell’ente promotore Vincenzo Fogliaro – abbiamo provato ad aiutare i giovani partecipanti ad esplorare soluzioni, a discutere i modi per agevolarne la ricerca e la creazione di posti di lavoro all’interno dell’Unione europea, ad esaminare il ruolo dell’istruzione formale e non formale nell’affrontare la disoccupazione giovanile e, infine, a valutare le tendenze e le cause della mancata corrispondenza delle competenze e del relativo impatto sul mercato del lavoro. La nostra iniziativa – aggiunge – si è proposta di promuovere la cittadinanza attiva dei giovani partecipanti, attraverso la riflessione sui temi della consapevolezza europea, dell’importanza della democrazia e del ruolo dei giovani in questo contesto. A tal proposito nel sud Italia, forse più che altrove, la conoscenza dell’Europa è poco più che sufficiente, e andrebbe approfondita e migliorata. I giovani calabresi, come molti europei – conclude – si sentono infatti lontani dall’Europa, non riuscendo così a cogliere le opportunità migliori per la costruzione del loro futuro».  Un’opportunità preziosa, dunque, questa data ai partecipanti italiani, i quali hanno avuto modo di confrontarsi con ragazzi provenienti da realtà diverse, cercando di comprendere le somiglianze e le differenze che li rappresentano, attraverso attività svolte usando il metodo non formale, basato sulla strategia dell’imparare facendo (learning by doing), promossa, come detto, dal programma Erasmus+.

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