Camera di Commercio: il sindaco di Vibo contro il progetto di fusione

Per il primo cittadino Maria Limardo, l’ente deve mantenere la propria autonomia accantonando ogni ipotesi di unione con quella di altre province

Per il primo cittadino Maria Limardo, l’ente deve mantenere la propria autonomia accantonando ogni ipotesi di unione con quella di altre province

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La sede della Camera di commercio, nel Valentianum
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“Non è possibile pensare che la città di Vibo Valentia possa perdere uno dei suoi principali punti di riferimento nella promozione del territorio e nel sostegno alle imprese. La Camera di Commercio di Vibo Valentia, egregiamente guidata dal dr. Sebastiano Caffo, uno degli imprenditori più illuminati del territorio, rappresenta un vero e proprio presidio istituzionale, è un’eccellenza vibonese che merita di essere salvaguardata in quanto fulcro e punto di riferimento di una attività dinamica, rivolta con intelligenza alle esigenze e alle istanze provenienti dal territorio”. E’ quanto dichiara in una nota il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo. “L’auspicio è che le attuali forze di governo vogliano porre fine ad un percorso peraltro già bollato da seri dubbi di costituzionalità. La città di Vibo Valentia non ci sta e si opporrà con ogni forza e ogni possibile iniziativa che è già in fase di valutazione. Bisogna tenere presente – prosegue ancora il sindaco – che la nostra Camera di Commercio funziona e ha dimostrato negli anni di seguire percorsi virtuosi e culturalmente avanzati e merita di mantenere la sua autonomia. E’ necessario che alle attuali forze di Governo arrivi forte e chiaro il messaggio di porre fine allo scellerato percorso di fusione avviato nel 2015 dal Governo Renzi e che oggi sembra essere giunto ad una fase decisiva. Il provvedimento di fusione rischia di compromettere definitivamente e forse in modo irreversibile, il nostro tessuto economico e sociale già fortemente provato dalla lunga crisi economica e dalla piaga della ‘ndrangheta, del pizzo ed in genere dell’illegalità diffusa. Lo stesso sportello antiraket e antiusura gestito presso l’ente camerale e che fornisce quotidiana attività di assistenza a numerosi imprenditori, rischierebbe di essere chiuso”.

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Per Maria Limardo “non si tratta di una questione di campanilismo ma si deve tenere presente che la Camera di Commercio di Vibo Valentia ha un bilancio sano, frutto di un percorso virtuoso seguito negli anni, e la paventata fusione della Camera di Commercio di Vibo con quella di altre province limitrofe potrebbe comportare il rischio di default per tutto l’ente accorpato che vedrebbe fusi anche i bilanci di tutti gli enti con conseguente assunzione delle varie posizioni debitorie per come già peraltro accaduto per i vecchi Consorzi di Sviluppo Industriale. L’auspicio – conclude il sindaco – è che la negativa esperienza del Corap regionale, sorto proprio a seguito delle fusione degli altri Consorzi provinciali, possa valere da monito”.    LEGGI ANCHE: Distretti turistici, tavolo tecnico a Vibo organizzato dalla Camera di Commercio – Video

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