lunedì,Settembre 26 2022

Il Governo vara il decreto per famiglie e imprese: giù carburanti e bonus sociale

Tassati gli extraprofitti delle società energetiche che finiscono anche nel mirino di Antitrust e Finanza a causa degli aumenti straordinari di benzina e gasolio

Il Governo vara il decreto per famiglie e imprese: giù carburanti e bonus sociale

Un taglio di 25 centesimi delle accise sulla benzina fino ad aprile e un Bonus sociale allargato a 5,2 milioni di famiglie, che pagheranno gas e luce come l’ultima estate. Ed ancora: crediti d’imposta per le imprese e bollette a rate. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, interviene con 4,4 miliardi per difendere il potere di acquisto delle famiglie e il tessuto imprenditoriale. E lo fa senza quasi mettere mano alle risorse pubbliche ma tassando del 10% gli extraprofitti delle società energetiche.
Il Consiglio di ministri si è riunito ieri sera per il varo dei primi aiuti, che si concentrano principalmente sulle attività produttive. Per abbassare il costo alla pompa di diesel, benzina e Gpl si è pensato al meccanismo dell’accisa mobile: se i prezzi aumentano, i maggiori incassi Iva si possono utilizzare per abbattere le accise. Le prime bozze arrivano a 8,5 centesimi al litro, che diventano circa 10 considerando anche la conseguente riduzione del peso dell’Iva, usando circa 308 milioni: troppo poco, dicono subito i consumatori ed alla fine arriva la tassa sugli extraprofitti e il taglio sale a 25 centesimi, che sarà applicato fino alla fine di aprile. Nel frattempo sarà monitorato il mercato. [Continua in basso]

Nelle nuovo «decreto Ucraina» ci sono anche buoni carburante che i lavoratori ricevono dai datori di lavoro, che fino a 200 euro diventano esentasse e un ventaglio di interventi che spazia dagli aiuti per le bollette a quelli per l’agricoltura, fino al nuovo pacchetto per l’accoglienza dei profughi. Per contenere i rincari di gas e luce, oltre all’aumento del tetto Isee per il bonus sociale per le famiglie – che passa da 8mila a 12mila euro – ci sono anche le misure per le imprese: dal credito d’imposta per l’acquisto di energia alla possibilità di rateizzare in 24 mesi i consumi di maggio e giugno.
Sui rincari, in generale, vigilerà “mr Prezzi” – ma anche l’Arera – che avrà più poteri e potrà infliggere multe fino a 5mila euro a chi non saprà motivare gli aumenti. Il tutto al fine di sanzionare le speculazioni.

Per proteggere l’occupazione, invece, il decreto ha stanziato 150 milioni per finanziare la Cig in deroga per le industrie in difficoltà che abbiano finito gli ammortizzatori ordinari. Arriva poi il taglio dei pedaggi per l’autotrasporto per 20 milioni – come da accordo con le categorie che ha sventato il fermo di camion e tir – e 195 milioni per il sostegno di pesca e agricoltura. Mano tesa anche al turismo, con un credito d’imposta che coprirà il 50% della seconda rata Imu per alberghi, parchi tematici, fiere e terme.
Intanto l’Antitrust è andata con la Guardia di finanza dalle maggiori compagnie petrolifere chidendo informazioni dettagliate sull’onda anomala dei prezzi dei carburanti. Le associazioni dei consumatori hanno mandato numerose denunce a quasi tutte le Procure d’Italia. Sarebbe pronta una maxi-class action per milioni di consumatori e imprese danneggiati, se saranno accertati illeciti. Si stanno in particolare muovendo le Procure di Roma e Cagliari.

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