lunedì,Settembre 26 2022

Caro carburante, benzinai calabresi pronti alla protesta contro il Governo

La minaccia dei 340 gestori aderenti in Calabria alla As.Nai: «25 centesimi di euro di taglio per litro, significa 8 volte il margine lordo che attualmente abbiamo. Finanziariamente non sarebbe sopportabile»

Caro carburante, benzinai calabresi pronti alla protesta contro il Governo
I prezzi della benzina in una colonnina di Vibo Valentia

di Francesco Altomonte

Benzinai calabresi pronti a chiudere in protesta contro il Governo. È il messaggio che giunge dalla As.Nai, l’associazione nazionale che in Calabria vanta 340 iscritti ed è la più rappresentativa della categoria. È Ferruccio Schiavello ha spiegare a Lacnews24.it i termini nei quali si muove la protesta: «Stiamo pagando un prezzo altissimo come categoria – spiega il presidente nazionale As.Nali Energia – Nelle ultime settimane siamo diventati i capri espiatori di una crisi internazionale, rischiando anche la nostra incolumità per una cattiva gestione delle informazioni». [Continua in basso]

«Siamo in attesa di conoscere nello specifico il testo emanato dal Governo per quanto concerne il taglio delle accise  (che dovrebbe avvenire martedì 22 marzo)– spiega Schiavello – Logico che accogliamo con piacere il provvedimento del Governo, ma siamo fortemente preoccupati per la gestione delle giacenze nei serbatoi delle stazioni di servizio che i gestori hanno regolarmente pagato con le vecchie accise».

Una preoccupazione crescente, non solo per i mancati introiti, ma per la stessa sopravvivenza degli impianti: «25 centesimi di euro di taglio per litro, significa otto volte il margine lordo che attualmente hanno i gestori. Non sarebbe assolutamente sopportabile finanziariamente che questo taglio possa ricadere sul gestore». [Continua in basso]

Detto in parole povere: «Un benzinaio che ha 35-40mila litri di carburante in deposito, pagato con la vecchia accise, avrà una perdita che non riuscirà di ripianare: il rischio è che molti benzinai in Calabria falliscano. I gestori sono gravemente in crisi. Prima la pandemia, ora la guerra hanno ridotto del 50% i volumi di vendita. Le attività non sono più sostenibili. Il danno economico sarebbe enorme tanto da mandare in default molte, tantissime gestioni. Questo è un rischio reale e concreto non possiamo permetterlo».

La As.Nali chiede che «l’Agenzia dei Monopoli su input del Governo – sottolinea Schiavello – fornisca chiare indicazioni ai gestori dei distributori di carburanti su come gestire le giacenze acquistate precedentemente al taglio delle accise, magari comunicando le attuali giacenze nei serbatoi alla data di entrata in vigore del decreto del governo con relativo rimborso delle stesse. In buona sostanza non siamo disponibili ad assorbirci i costi della crisi energetica o di decreti che non hanno tenuto conto della realtà delle gestioni delle stazioni di servizio». Qualora i benzinai calabresi non ricevessero rassicurazioni e indicazioni chiare su come gestire le giacenze sono «pronti alla protesta per far riconoscere le proprie ragioni».

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