mercoledì,Agosto 17 2022

Rifiuti, il sindacato Slai Cobas: «Anche a Ferragosto lavoratori del Vibonese senza stipendio»

Il sindacato sollecita ditte e Comuni affinchè ai dipendenti vengano assicurate le spettanze: «Ritardi pesano sulle famiglie». Chiesto l'intervento del prefetto

Rifiuti, il sindacato Slai Cobas: «Anche a Ferragosto lavoratori del Vibonese senza stipendio»
Nazzareno Piperno, coordinatore provinciale di Slai Cobas

Ferragosto senza stipendi per i lavoratori del comparto rifiuti. Ne dà contezza il sindacato Slai Cobas con una lettera aperta inviata ai sindaci del territorio e al prefetto di Vibo Valentia. Il documento reca la firma di Nazzareno Piperno, coordinatore provinciale della sigla sindacale. «Anche quest’anno – si legge nella missiva – come ogni anno all’approssimarsi di una festa, la regola si ripete puntualmente: i lavoratori del comparto r.s.u., dovunque prestino servizio, quale che sia la società da cui dipendono, a Ferragosto resteranno senza stipendio. Triste consuetudine che si ripete, tranne poche fortunate eccezioni che non fanno che confermare la regola, ad ogni Natale, Pasqua o Ferragosto. La capacità di fare impresa – e quindi di avere almeno un minimo di liquidità – sembra, anzi è del tutto scomparsa dalle società che operano nel settore sul nostro territorio. Accanto a tutti gli altri problemi strutturali, quindi, quello del ritardo laddove addirittura non mancato pagamento delle retribuzioni ai lavoratori, è un problema che si trascina da sempre – diventando piacevole eccezione la circostanza propria di poche imprese e di pochi lavoratori, di un pagamento puntuale – e che non accenna ad allentarsi o scomparire, anzi diventa sempre più grave e diffuso». [Continua in basso]

Quando «il ritardo e l’incertezza sui tempi di pagamento cade in periodi di festa in cui la mancanza di risorse e dei soldi guadagnati – con tutte le conseguenze facilmente immaginabili – si esaspera facendo diventare più dolorose le rinunce quotidiane cui i lavoratori e le loro famiglie sono costrette dalla scellerata indifferenza delle aziende che non si preoccupano minimamente delle condizioni in cui si trovano i propri dipendenti trincerandosi dietro la solita solfa del ritardo nei pagamenti da parte dei Comuni. Discorso – a giudizio di Piperno – semplicemente inaccettabile perchè, come si diceva, ogni azienda che si rispetti dovrebbe avere almeno un po’ di capacità economica per far fronte a qualche ritardo nella riscossione dei propri crediti senza che, tuttavia, ciò faccia venire meno le responsabilità delle varie amministrazioni comunali che, a prescindere dal colore politico e dalla composizione della Giunta, non pagano o, anche qui con poche fortunate eccezioni, lo fanno con notevole ritardo».

Tutto questo si traduce con una unica triste conclusione: «Gli unici a subire le conseguenze degli altrui inadempimenti sono i lavoratori. E questo è ancora una volta inaccettabile. Noi non sappiamo quali e quanti saranno i lavoratori che per Ferragosto riusciranno ad ottenere la loro retribuzione ma possiamo senza timore di essere smentiti che saranno molto pochi». Per il sindacato la questione resta aperta e, se non ci saranno cambi di rotta, i lavoratori saranno pronti – chiusa la parentesi estiva – a mobilitazioni di rilievo: «Forse i lavoratori passeranno un cattivo Ferragosto ma possiamo assicurare che l’inizio dell’autunno tra sciopero e interventi sostitutivi, non sarà certo rilassante ovviamente per le aziende che non pagheranno e per le amministrazioni comunali che, come sempre, tergiversano e facilitano con il loro comportamento le cattive abitudini di datori di lavoro sistematicamente inadempienti».

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