Porto di Vibo Marina, lo sviluppo resta al palo

Tra progetti contrapposti e controversie giudiziarie, l’ammodernamento dello scalo marittimo tarda a concretizzarsi

Tra progetti contrapposti e controversie giudiziarie, l’ammodernamento dello scalo marittimo tarda a concretizzarsi

Informazione pubblicitaria

Il porto di Vibo Marina: sulla carta un’occasione di sviluppo per il territorio e quindi di opportunità per i cittadini della più importante frazione della città capoluogo. Nei fatti il teatro di uno scontro tra rappresentanti di istituzioni pubbliche che mirano a tutelare determinati interessi e imprenditori privati che propongono progetti di corto respiro e completamente sganciati dalle esigenze vere dello scalo marittimo. Una situazione di estrema conflittualità che da anni sta paralizzando quello che doveva essere il fiore all’occhiello di Vibo Valentia. Invece, tutto è fermo e quel salto di qualità che gli abitati di Vibo Marina auspicano stenta a realizzarsi, con una classe politica che pensa ad altro, magari a coltivare il proprio orticello e una imprenditoriale che non riesce a ragionare in grande e soprattutto ad uscire dagli steccati del profitto aziendale.

Informazione pubblicitaria

Il ministero mette una pietra tombale sullo sviluppo del porto

Senza contare che sullo scalo, secondo diverse inchieste giudiziarie, ha esteso i propri tentacoli anche la criminalità organizzata. Insomma. Il quadro è alquanto desolante con i cittadini, che dovrebbero essere i soli beneficiari di una possibile crescita dell’attività portuale e invece sono, loro malgrado, spettatori impotenti di diatribe sterili e inconcludenti.

Le mani dei Mancuso sul Porto di Vibo Marina

Una di queste riguarda la banchina Cortese. L’area è stata prima negata alla società Cadi Srl e poi concessa al Comune per poter procedere al rilascio di tutti i permessi necessari alla realizzazione del progetto di ammodernamento di quella parte del molo. Tra il soggetto pubblico e quello privato è sorta una vertenza giudiziaria con il Tar che ha invitato la Capitaneria di Porto a ritirare la concessione data al Comune. Sul tavolo ci sono due progetti, tra di loro sovrapponibili, per la sistemazione dell’area, quello della Cadi e l’altro del Comune. Entrambi mirano ad abbellire e a rendere fruibile il molo Cortese ma in sostanza ambedue sono bloccati a causa della controversia giudiziaria.

Dal sogno al miraggio: storia di un’industrializzazione senza sviluppo

Quindi, al di là delle dichiarazioni d’intenti, tutto rimane così com’è. Nulla si muove. E gli interessi generali vengono sacrificati sull’altare di questioni di principio che sovente nascondono ben altre finalità di natura economica. La domanda, a questo punto, nasce spontanea: è difficile sedersi intorno ad un tavolo e cercare di dirimere il tutto con buonsenso e disponibilità al dialogo? E mentre la giustizia e la macchina burocratica procedono a passo di formica, il Ministero dello sviluppo economico ha ritirato il finanziamento di oltre sei milioni di euro in un primo momento concesso per l’ammodernamento del Porto di Vibo Marina alla società Vibo Sviluppo, che aveva sostenuto un progetto promosso dalla Camera di commercio.